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Il Consiglio dei Ministri vuole dare una lezione al Web 2.0?

Succede in Italia dove è esplosa l'emergenza della violenza sui disabili in Rete e sul bullismo giovanile nelle scuole: nuove norme e un giro di vite su Internet sono in arrivo per Natale per cambiare le responsabilità dei gestori dei contenuti Web

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Il Web 2.0 italiano trema e rischia di essere la nuova vittima del bullismo. A pagare non saranno i bulli, i veri responsabili dei recenti episodi di violenza contro disabili immessi in Rete, bensìi gestori dei contenuti Web, per i quali già esiste una esplicita direttiva europea del 2000,che obbliga a rimuovere i contenuti illegali non appena segnalat i. La vicenda della perquisizione a Google Video assomiglia, invece, a un assaggio in salsa democratica degli episodi di censura cinesi, dove la Grande Muraglia digitale mette sotto controllo Google e tutto il Web dagli occhi a mandorla. Ma il Governo italiano non si limita a riportare all’ordine Google (che già aveva fornito i log e ottemperato alla legislazione italiana e europea), ma va oltre: promette entro Natale nuove norme per cambiare le responsabilità dei gestori dei contenuti Web (rispetto alle immagini, video e contenuti in generale). A lavorarci è il Ministero della Pubblica Istruzione e la relazione potrebbe essere presentata in Consiglio dei Ministri prima di Natale. Il giro di vite su Internet e sui contenuti amatoriali del Web 2.0 arriveranno puntuali come il Panettone. Ma la blogosfera italiana insorge e teme che a pagare non saranno i bulli, artefici degli odiosi misfatti, bensì la libertà d’espressione sul Web (già regolamentata da una efficace direttiva europea per rimuovere contenuti illegali). In queste ore i l blog del Ministro Fioroni è in aggiornamento, dopo essere stato preso d’assalto dallo spam pornografico. La blogosfera sta letteralmente contestando ogni ipotesi repressiva che pende come una spada di Damocle sul Web 2.0. Intervenire su Internet, sull’onda dell’emergenza e dello sdegno per gli odiosi fatti accaduti, può essere un rimedio peggiore del mal e.

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