Il Consiglio di Stato conferma la sanzione del 2011 ad Apple

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Dopo quattro anni, il Consiglio di Stato conferma la sanzione di 900 mila euro comminata ad Apple nel 2011 da Antitrust per pratica commerciale scorretta e aggressiva

Dopo quattro anni, arriva dal Consiglio di Stato la conferma della sanzione di 900mila euro comminata a Apple nel 2011 da Antitrust per pratica commerciale scorretta e aggressiva, a seguito della segnalazione di Altroconsumo.

L’organizzazione dei consumatori aveva raccolto in un dossier e in un video il comportamento scorretto dei venditori. La società di Cupertino non aveva informato adeguatamente i consumatori dei diritti di assistenza gratuita biennale dimezzando di fatto la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo.

Secondo una nota di Altroconsumo, la società si limitava a riconoscere esclusivamente la garanzia convenzionale offerta gratuitamente dal produttore solo per il primo anno. In caso di estensione per ulteriori 12 mesi i negozi proponevano di acquistare Apple Care al costo di 69 euro. Apple dovrà inoltre ottemperare alle richieste dell’Antitrust con una corretta e trasparente informazione al consumatori sulla garanzia legale.

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Torniamo ai fatti esposti da ITespresso. L’AgCM, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, aveva stabilito che Apple in Italia violava l’Antitrust in materia dei termini della garanzia legale biennale. Apple era accusata in Italia di riconoscere solo un anno di copertura della garanzia, quando invece “ciò è in palese violazione degli articoli 132 e 133 del Codice del consumo che prevedono una durata legale di due anni”.

La multa comminata dall’AgCM italiana alla società, in seguito a una denuncia del  Centro ricerca tutela consumatori utenti (Crtcu) di Trento, è nel complesso pari a 900 mila euro, suddivisa in due pratiche: la società della mela è stata sanzionata per 400mila euro (in merito alla prima pratica) e 500mila euro per la seconda pratica, riducendo la multa della prima pratica in quanto Apple, nel corso del procedimento Antitrust, aveva apportato modifiche.La prima pratica consiste nella “mancata informazione e riconoscimento della garanzia legale“(240 cmila a carico di Apple Sales International; 80 mila euro a carico di Apple Italia S.r.l.; altrettanto di Apple retail Italia S.r.l.); la seconda pratica consiste invece in “informazioni fuorvianti per indurre alla sottoscrizione del contratto di assistenza aggiuntiva a pagamento“.

Federconsumatori, Adusbef e Codacons avevano preso in esame la possibilità di avviare una class action contro la società di Cupertino. Le associazioni di consumatori vorrebbero chiedere ad Apple di rimborsare i consumatori “obbligati” a comprare l’AppleCare Protection Plan, per estendere a due anni la garanzia (che, contrariamente alla normativa vigente, era indicata come “annuale” e non biennale).

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Nel mercato It in Italia, dopo l’archiviazione delle sette istruttorie con le catene Gdo, l’AgCm aveva aperto una nuova indagine nei confronti di Apple e della catena Comet. L’Antitrust, guidata dall”allora commissario Antonio Catricalà, aveva diramato una nota nei mesi scorsi: l’AgCm “ha deciso di avviare una procedura nei confronti della Apple: secondo i primi accertamenti compiuti dagli uffici la società, insieme alla catena di vendita Comet, proporrebbe un contratto di assistenza a pagamento senza chiarire al consumatore che il contratto si sovrappone temporalmente al secondo anno della garanzia legale che non comporta costi per il consumatore “.

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