Il Ddl Cassinelli vuole svecchiare il diritto d’autore in Italia

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Il progetto di Legge, presentato dal deputato della Pdl Roberto Cassinelli, vuole riformare la normativa sul copyright. Con tre obbiettivi: digitalizzare le opere nelle biblioteche; liberalizzare l’uso per scopi didattici. Contro i lucchetti digitali del Drm e a favore del Web 2.0

Il deputato della Pdl Roberto Cassinelli, che ha il merito di aver bloccato l’ emendamento D’Alia , messo i paletti all’importazione della Dottrina Sarkozy e essere iscritto all’ Intergruppo Parlamentare 2.0 (per alfabetizzare alla telematica Montecitorio), torna alla ribalta delle cronache, per aver avanzato una proposta di Legge per la riforma del Diritto d’Autore .

Il Ddl Cassinelli vuole riformare la normativa sul copyright, giudicata obsoleta, con tre obbiettivi: digitalizzare le opere nelle biblioteche; liberalizzare l’uso per scopi didattici, scientifici e di ricerca. Il tutto cercando di trovare un equilibrio tra diritti e doveri: tra le pretese dei detentori di diritti e quelli degli utenti, affinché il copyright torni ad essere motore, e non freno, di sviluppo, come nella Costituzione Usa.

La digitalizzazione delle opere contenute nelle Biblioteche, verrebbe incontro a quel movimento culturale che ha portato alla nascita di Europeana e del progetto di Google Books, oggetto di un patteggiamento in America. La liberalizzazione di contenuti coperti da copyright, per scopi didattici, scientifici e di ricerca, sarebbe una svolta rispetto a quella normativa, pasticciata e restrittiva, delle opere degradate in Rete . Inoltre, la valorizzazione dei contenuti generati dagli utenti (Ugc), nell’era di Wikipedia, Youtube, Facebook e blog, sarebbe un passo avanti, per bloccare, forse sul nascere, i goffi tentativi di bavagli digitali alla blogosfera italiana .

Poiché Cassinelli si è mosso finora con acume e destrezza, a differenza di troppi colleghi della Pdl (basta ricordare i Ddl Carlucci , scritto dal presidente di Univideo , e Barbareschi ), il suo Ddl va guardato con un occhio di riguardo. Si tratta di una proposta che vuole svecchiare la tutela del copyright in Italia, eliminando anche i lacci e lacciuoli della tecnologia Drm (i lucchetti digitali del Digital rights management, che impediscono il diritto alla copia privata) e promuovendo invece il Web 2.0.

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