Il digitale terrestre bocciato dall’Antitrust

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Mediaset ha già pronto il ricorso contro la decisione che ha giudicato fuorvianti gli spot sul digitale terrestre. Ma si profilano nuove nubi all’orizzonte del Dtt, anche da parte di Adiconsum

Sembrava tutto filare liscio per la nuova era del digitale terrestre : dopo la celebrazione in pompa magna a Smau 2004, la riconferma degli incentivi nella nuova Finanziaria. Invece non è tutto oro quel che luccica, e il digitale terrestre sta attirando strali su di sé da molteplici parti. Innanzitutto la decisione dell’Antitrust: è stata condannata Mediaset, insieme ad altre imprese, per i messaggi pubblicitari giudicati ingannevoli sulla promozione della televisione digitale terrestre e dei decoder offerti con il contributo statale di 150 euro. Mediaset ha già fatto sapere che intende ricorrere contro la decisione dell’Antitrust in quanto ha sempre considerato di pubblico dominio la conoscenza della “sperimentalità del servizio e la limitatezza della copertura”. Ora però anche Adiconsum ribadisce i concetti alla base della sua denuncia contro gli spot ingannevoli all’Antitrust: la televisione digitale terrestre è in fase sperimentale, non è accessibile a tutti, non è gratuita e non è ancora interattiva. Nel frattempo al coro dei no, questa volta contro i finanziamenti pubblici al Dtt, si stanno unendo anche associazioni di categoria di player del settore che denunciano la mancata conversione degli impianti da analogico a digitale. C’è molta confusione, e tutto è ancora da chiarire.

Autore: ITespresso
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