Il disco fatto a fette

Management

Sono diversi i motivi per cui può essere necessario partizionare l’hard
disk.

Partizionare un disco significa semplicemente suddividerlo in più parti. A ciascuna di esse viene assegnata (di solito) una diversa lettera di unità all’interno di Esplora risorse, e ogni partizione è identificata come ununità logica a sé stante, rappresentata con la stessa icona che il sistema usa per indicare una diversa unità fisica. Ci sono tante ottime ragioni per giustificare il partizionamento dei dischi: il caso più semplice è quello di chi vuole organizzare meglio i propri dati, magari dedicando un’intera unità ai propri documenti o ai file di tipo multimediale. Un’altra motivazione può essere quella di utilizzare più sistemi operativi sulla stessa macchina. In tanti casi, allora, si partiziona l’hard disk per utilizzare più versioni di Windows su un solo Pc, ma anche per far convivere Windows e Linux su un’unica macchina, ed è necessario riservare a ciascun sistema una porzione di disco, magari prevedendo una partizione separata per salvare dati da condividere tra tutti i sistemi. È da considerare, infine, come ad un uso di partizioni troppo grandi corrisponda un maggiore spreco di spazio o l’impossibilità di utilizzare determinati file system, i cui limiti massimi di capacità sono stati fissati in tempi in cui anche i dischi rigidi più capienti erano di tutt’altro ordine di grandezza.

L’articolo prosegue sul numero 212 di Pc Magazine

Autore: ITespresso
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