Il disco fisso è sul Web

Management

Volete tenere una copia dei vostri file più importanti al sicuro, ma sempre a
portata di? mouse? Scordatevi CD, dischi fissi esterni e chiavette USB e provate
i servizi per salvare i dati on-line in uno spazio tutto vostro.

Pensate che comodità sarebbe avere sempre a disposizione uno spazio per memorizzare programmi e documenti, un sistema facilmente accessibile per accedere da qualsiasi PC ai propri dati personali, semplicemente utilizzando un computer e un collegamento a Internet. Bene!?Abbiamo una buona notizia per voi. Una soluzione di questo tipo esiste davvero, anzi, più di una! Sono i cosiddetti ?dischi fissi virtuali?. Si tratta in sostanza di siti che offrono un servizio di Internet storage, cioè uno spazio Web (decine di Megabyte o qualche Gigabyte), da utilizzare per gestire e immagazzinare dati e informazioni in Rete invece che sul proprio computer o su supporti esterni come CD, chiavette USB o gli oramai vetusti floppy disc. In origine i dischi fissi virtuali si presentavano in maniera molto spartana, con un’interfaccia semplice, erano servizi privi di orpelli, senza opzioni aggiuntive. Si trattava in sostanza di una semplice pagina Web che permetteva unicamente l’upload per procedere al caricamento dei propri file dal computer al Web e una finestra utile per visualizzare tutti i file trasferiti in precedenza. Con il passare del tempo questo genere di servizi si è però ulteriormente affinato. È ora possibile procedere in automatico, una volta attivata la procedura dedicata del servizio, alla copia di backup dei file che si desidera; si possono catalogare i file con tag o a inserirli in specifiche cartelle a seconda del loro contenuto o del loro formato.

Le caratteristiche I moderni servizi di Internet storage si differenziano per lo spazio di memorizzazione offerto, per l’interfaccia di accesso al servizio, per le opzioni di catalogazione dei file archiviati e per le modalità di condivisione dei documenti inseriti. Nella tabella a pagina XX trovate elencate le caratteristiche dei servizi gratuiti più noti. Molti dei dischi fissi virtuali prevedono anche servizi supplementari a pagamento, più articolati, con più possibilità di personalizzazione. Il primo elemento di distinzione tra le varie offerte è costituito dallo spazio dedicato all’immagazzinamento dei dati. Tutti i servizi, anche quelli a pagamento offrono in media da 1 a 2 Gb di spazio, (con la significativa eccezione di Xdrive che offre gratuitamente ben 5 Gb) una quantità più che sufficiente per memorizzare i documenti che interessano. L’unica significativa eccezione è costituita da RapidShare che non prevede alcun limite nella capacità di memoria offerta. L’originalità di questo servizio non si limita solo a questo, perché i file caricati e residenti su questo portale saranno disponibili per il download solo per un periodo di 45 giorni al termine del quale verranno cancellati indipendentemente dal fatto se siano stati scaricati o meno. Un altro elemento comune riscontrabile in questo genere di servizi è poi l’utilizzo della piattaforma HTML come interfaccia per presentare i menu e le funzioni di accesso all’utilizzo del servizio. Questo significa che, una volta ultimata la procedura di iscrizione a un portale di Web Storage, la gestione dei file da caricare e da scaricare, l’eventuale suddivisione dei documenti in cartelle e sotto cartelle avviene utilizzando una pagina Internet, allo stesso modo in cui si gestisce una Web mail, attivata su Yahoo! o Google. Le uniche eccezioni sono costituite da Gmail Drive (si presenta come un’unità di memoria aggiuntiva visualizzata all’interno delle Risorse del Computer), Xbinary e Idrive che prevedono invece l’utilizzo di un client ad hoc. Idrive addirittura ha un’ulteriore modalità di visualizzazione e si può presentare come una sorta di disco esterno. Nel caso che vi troviate a utilizzare un programma dedicato, generalmente visualizzabile all’interno della barra delle applicazioni di Windows, ricordate che vi occorrerà sempre un accesso al Web per accedere e per gestire il vostro disco fisso virtuale

Classificazione e condivisione Oltre alla quantità di spazio a disposizione, la differenza tra un servizio e l’altro è rappresentata dalle opzioni di personalizzazione e di catalogazione dei file archiviati. I servizi che permettono non solo l’upload di file e documenti, ma anche una loro organizzazione per categorie, o una gestione tramite l’apposizione di etichette (tag), infatti, hanno una marcia in più soprattutto nel caso che i file archiviati raggiungano un numero significativo. Un semplice elenco che non presenti opzioni di catalogazione o che offra solo quelle standard (Data, Nome, Dimensione) rappresenta il punto di partenza minima per l’organizzazione dei documenti nel caso che si sia creata un banca dati in remoto piuttosto voluminosa. La possibilità di inserire i file all’interno di directory precostituite (come prevedono XBinary e Xdrive) costituisce già un passo avanti in più. Elencare i documenti per macro categorie agevola infatti il recupero dei file una volta archiviati. Molto innovativo è il sistema messo in piedi dal servizio gratuito Openomy che prevede la possibilità di catalogare i documenti per i quali si è eseguito l’upload attraverso l’inserimento di etichette utili per classificare come si crede più opportuno i file caricati. Gli utenti che hanno bisogno di qualcosa di più dell’archiviazione dei dati possono utilizzare i servizi di Web storage che offrono anche il back up dei dati. Il backup è l’operazione mediante la quale le informazioni residenti all’interno di un computer vengono duplicate e aggiornate su differenti supporti di memoria. L’utente sceglie quali sono i documenti da copiare e imposta la periodicità di questa operazione. I servizi di backup dei dischi fissi virtuali offrono queste medesime caratteristiche e hanno in più il vantaggio di essere molto più semplici e leggeri degli analoghi software in vendita on-line o nei negozi. YouSendIt e IDrive sono i servizi che offrono questa funzionalità. È soprattutto il secondo portale che si contraddistingue proprio per essere un servizio di backup in remoto. IDrive offre due diverse modalità di utilizzo. La prima denominata Classic si rivela come un tradizionale servizio di Internet storage. Nella seconda chiamata Explorer, iDrive si presenta invece come se fosse un’unità disco esterna. In entrambi i casi è prevista la crittografia dei dati caricati in modo da elevare il livello di sicurezza. Dopo avere digitato il nome utente e la password di accesso al servizio, Idrive vi richiede anche la password per la crittazione dei documenti. Poi non vi resta che selezionare le cartelle e i file per i quali volete eseguire il backup. Tramite un menu dedicato potete scegliere la data, il tempo e la frequenza così da personalizzare e programmare la copia in sicurezza dei dati. Piuttosto intuitiva risulta anche la procedura di ripristino: da una semplice videata che riproduce le cartelle di cui avete effettuato la copia, visualizzate nella modalità simile a quella utilizzata da Gestione Risorse, potete selezionare le directory per le quali ordinare la procedura di reinserimento dei dati. La modalità di condivisione dei documenti inseriti è poi l’ultimo elemento che diversifica i dischi fissi virtuali. Non si tratta di altro che degli strumenti messi a disposizione dell’utente abbonato per rendere disponibile un file caricato e residente in un servizio di Web Storage con amici e conoscenti. Non si tratta naturalmente di un fenomeno paragonabile al P2P, ma di un’alternativa all’invio di e-mail per poter condividere con gli amici l’album delle vacanze, le foto di una festa, un file di Word da editare o quanto altro necessiti di un contributo altrui. La modalità più comune per la condivisione dei file residenti nei dischi fissi virtuali è quella dell’inoltro tramite e-mail del link (o meglio Permalink) relativo al documento caricato. Il Permalink è un tipo di collegamento persistente, che rimane immutato per lunghi periodi di tempo e che viene utilizzato in riferimento a una specifica informazione o file. Alcuni servizi, come Box, prevedono una procedura agevolata per condividere file caricati per gli utenti del medesimo servizio. Ancora originale si rivela la scelta di Openomy che permette di trasformare i dati di riferimento al file caricato in un Feed RSS in modo che il documento possa essere individuato da un programma aggregatore compatibile con tale standard.

Molti benefici e qualche svantaggio I vantaggi derivanti dall’utilizzo di questi servizi, rispetto all’uso dei supporti di memoria tradizionali, sono molteplici. Per esempio non si corre alcun rischio di incompatibilità o di rottura del supporto come può capitare invece utilizzando i CD, un disco esterno o una qualsiasi altra periferica all’interno del quale avete memorizzato i dati che desiderate. Utilizzando i servizi di Web storage non dovrete ricordarvi di portarvi dietro il palmare o il floppy disk con i vostri dati, perché questi sono già disponibili in Rete. Si evitano così tutti i rischi connessi allo smarrimento o alla perdita dei dispositivi di memorizzazione. D’altro canto archiviare i propri file personali in remoto presenta anche degli svantaggi. Innanzitutto va messo in conto il fatto che non si può accedere ai dati caricati su un disco fisso virtuale quando non si dispone di un collegamento Internet, o quando questo, anche se disponibile, fa le bizze. Il difetto maggiore è però il fatto che tutti questi servizi non permettono di editare direttamente i documenti archiviati, contrariamente a quello che accade memorizzando l’analogo file in supporto di memoria come una chiave USB o un disco fisso esterno. L’unica procedura possibile per modificare i documenti residenti in remoto è scaricarli sul PC, modificarli e poi eseguire di nuovo l’upload. Solo i servizi che prevedono delle funzionalità di backup permettono di accorciare questa procedura tramite le opzioni di sincronizzazione. Per tutti coloro che necessitano, per esigenze non professionali, di uno strumento per condividere alcune informazioni o di un servizio per effettuare la copia (più del backup) di alcuni file, i servizi rappresentano una valida opportunità da sfruttare.

Autore: ITespresso
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