Il disco fisso invecchia ma non tramonta

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IBM celebra i 50 anni dall’introduzione del primo disco rigido

Il primo dispositivo prodotto da IBM si chiamava 350 Disk Storage Unit (DSU) e in un case voluminoso, ingombrante e pesante ospitava decine di piatti magnetici in grado di offrire una capacità di 5MB. Ideato dal celebre inventore americano Reynold Johnson, il 350 DSU fu annunciato il 4 settembre del 1956 e commercializzato il 13 settembre dello stesso anno insieme al computer 305 RAMAC di Big Blue. L’unità era costituita da 50 piattelli magnetici da 24 pollici (circa 61 centimetri) che fornivano, complessivamente, una capacità di 5 megabyte. Ovviamente per l’epoca si trattava di una capacità sbalorditiva. Solo (si fa per dire) 50 anni dopo IBM arriva a prevedere che il primo hard disk mainstream da 1 terabyte potrebbe arrivare sul mercato entro un arco di tempo di 12 mesi o al massimo 18. Nonostante il fatto che 50 anni in ambito informatico rappresentino un tempo veramente lungo, il vecchio e caro hard disk resta ancora sulla cresta dell’onda e ancor oggi, come ha recentemente confermato Gartner, il mercato mondiale dello storage a disco ha registrato un incremento del 4,3% rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Con la celebrazione dei 50 anni dal lancio del primo hard disk, IBM ha colto l’occasione per illustrare alcuni dei progetti in fase di sviluppo. La divisione storage della società sta studiando nuove tecnologie e materiali per la costruzione di dispositivi di memorizzazione a stato solido in grado di rimpiazzare sia gli hard disk che le memorie flash. Un altro progetto ha come fine ultimo la trasformazione degli attuali sistemi di storage in dispositivi intelligenti capaci di integrare un’ampia gamma di funzionalità per la gestione, l’analisi e la protezione dei dati. Infine, con il progetto Storage Systems that Compute IBM sta tentando di migliorare la gestione delle partizioni logiche e dei server virtuali creati sullo stesso server di storage.

Autore: ITespresso
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