Il download è gratuito e legale, con Qtrax

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Nasce Qtrax, con la benedizione delle Major della discografia: Universal, Sony Bmg, Warner e Emi. Dopo il crollo del mercato del Cd e il fallimento delle crociate anti P2p, le case discografiche si arrendono al file sharing legale, sostenuto dagli introiti pubblicitari e protetto dai lucchetti digitali, il Drm. Il P2p illegale avrà un nuovo rivale da battere: Qtrax, un servizio ad alta qualità, che punta sulla sicurezza (niente spyware, adware eccetera), sul modello di business dell’advertising online e sull’ampiezza del catalogo (25-30 milioni di tracce protette da copyright).

Un peer to peer dal volto amico per le Major, finora uscite con le ossa rotte dallo scontro contro il P2p illegale. Unici nèi: il jukebox non sposa l’iPod (e per ora neanche le piattaforme Mac e Linux); il Drm finora è stato boicottato dagli utenti. Vedremo se scaricare gratis con Qtrax rappresenta la vera svolta della musica verso la Rete

Le Major scoprono il bello di Internet: dopo i dati choc sul crollo inesorabile delle vendite Cd e sulla crescita progressiva della musica digitale online, le Major si arrendono a Internet e al file sharing. Si tratta di una resa condizionata: a un peer to peer “buono”, legittimo, protetto dal Drm e sostenuto dall’advertising online. Nasce Qtrax , un servizio ad alta qualità, che punta sulla sicurezza (niente spyware, adware eccetera) e sul modello di business dell’advertising online. L’aspetto più interessante del P2p che piace alle Major consiste nella redistribuzione dei profitti: la condivisione delle entrate dell’advertising online avverrà in proporzione ai download e quindi al successo di un brano, grazie al “contatore” della tecnologia per la gestione dei diritti digitali.

La dimostrazione che il modello della Rete, gratuito ma tracciabile e sostenuto dallo spot, può vincere.

Non mancano tuttavia dei punti interrogativi: i file scaricati non possono essere archiviati sull’iPod (perché Qtrax sposa il Drm di Microsoft incompatibile

con Apple: e qui si riapre la parentesi sull’interoperabilità); il fatto che il servizio funziona solo su Windows Xp e Vista, non ancora su Mac (dal 18 marzo) e non su Linux; la presenza del Drm. Per il resto i fan della musica online non aspettano altro che il servizio si espanda fuori dagli Usa, per provarlo anche in Europa.

Autore: ITespresso
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