Il dramma del Wi-Fi libero

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Wi-Fi Libero

Il Governo non ha fin qui presentato nessun disegno di legge per abrogare o sostituire il cosiddetto Decreto Pisanu. Il Wi-Fi libero è appeso a un filo

Anche la liberazione del Wi-Fi, che sembrava cosa fatta poche settimane fa, diventa una commedia all’italiana, uno psicodramma o una telenovela. Sono tutti d’accordo ad opporsi all’articolo 7, ma nessuno sa in quali forme.

Il dilemma si era dipanato fin dalle prime ore dopo l’annuncio dei ministri dell’addio al Decreto del Decreto Pisanu. Liberalizzazione significa che gli utenti Wi-Fi anche in Italia, come nel resto del mondo occidentale, non saranno più schedati per collegarsi a una rete senza fili. Dal 2011 per accedere al Wi-Fi non sarà più obbligatorio fotocopiare i documenti per l’identificazione personale per collegarsi a hot-spot Wi-Fi pubblici. Ma in Italia “fare come nel resto del mondo” non sembra possibile.

Denunciano i giuristi esperti di Internet: “Il Governo non ha fin qui presentato nessun disegno di legge per abrogare o sostituire la disciplina tratta dal Decreto Pisanu“. The Inquirer chiama il Governo Lo-fi: “Il Consiglio dei Ministri del 22 ottobre scorso ha approvato un Decreto Legislativo che prescrive l’iscrizione a un albo per tutti coloro che vogliono montare router o altri dispositivi di rete. Il rischio è di essere multati con sanzioni comprese tra 15mila e 150mila euro”. Tutti i punti caldi della questione sono stati trattati da The Inquirer.

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