Il Filo di Arianna di Ibimec

Management

Il sofware di Ibimec consente alle imprese di rintracciare le informazioni relative al prodotto e ai processi produttivi correlati, anche in vista delle norme Ue obbligatorie dal 2005

Permettere l’identificazione e il richiamo, in caso di non conformità dei componenti utilizzati o delle trasformazioni realizzate, di tutte le parti di uno specifico lotto per poter intraprendere le azioni necessarie ed eventualmente ritirare dal mercato il prodotto coinvolto in modo tempestivo, come prevede, per esempio il Decreto Legislativo 155/97. Questa è la finalità della rintracciabilità di filiera, processo sempre più importante per le aziende in quanto si sta rivelando un fattore di competitività per le imprese che l’adottano, oltre che una garanzia di tutela per il consumatore, anche perché dal 2005 la registrazione del percorso del prodotto in forza del Regolamento Ue 178/2002 diventerà obbligatoria. Rintracciare un prodotto non conforme manualmente può richiedere da qualche ora a giorni in base alla complessità della ricerca; un sistema di rintracciabilità in automatico può invece garantire la sicurezza del consumatore e tutelare l’azienda in pochi minuti. Per questo Ibimec (www.ibimec.it), società di Alba attiva nel settore dei Sistemi Qualità e nella consulenza per la qualità, l’organizzazione, la modellazione dei processi aziendali e lo sviluppo di applicazioni software relative alle attività di consulenza, ha reso disponibile Filo di Arianna, software di rintracciabilità di prodotto che sfrutta tecnologie semplici, come il codice a barre o più complesse, come la radiofrequenza. Il software gestisce quattro punti chiave del processo produttivo: l’approvvigionamento, cioè il censimento di tutte le materie prime o dei semilavorati in ingresso, dalla loro origine all’entrata in azienda; l’area di fabbricazione, ovvero i punti di trasformazione interni; lo stoccaggio, quindi il deposito e il trasferimento ai magazzini; il post vendita, con la spedizione del prodotto finale al cliente. Il software consente di risalire: ai lotti di materia prima impiegata per la produzione; alla documentazione tecnica adottata per la lavorazione (disegni, cicli di lavorazione, piani di controllo?); agli operatori del processo nelle varie fasi della lavorazione; alla strumentazione usata per il controllo; agli esiti di tutti i controlli eseguiti e relative registrazioni, comprese le analisi dei laboratori interni o esterni; alle eventuali non conformità che si sono registrate durante le lavorazioni. Al settore agroalimentare il software permette di ricostruire, seguire e comunicare il percorso di un prodotto agricolo o di un alimento, attraverso le fasi della raccolta, produzione, trasformazione, confezionamento e distribuzione. Per ogni lotto di prodotto finito, ma anche per altri criteri di scelta, il software presenta una struttura ad albero, consultabile a diversi livelli, da cui sono visualizzabili le informazioni di interesse per l’azienda nel grado di dettaglio voluto. Filo di Arianna consente di visualizzare i parametri di controllo merceologici, organolettici, chimico-fisico-microbiologici, di processo e di evidenziare i valori che fuoriescono dai limiti di accettabilità. Il software permette anche il collegamento alla gestione delle Non Conformità e/o delle Azioni Correttive dell’applicativo Ibimec ?q, da cui è possibile seguire la storia delle decisioni intraprese su un particolare lotto di materia prima o semilavorato costituente il prodotto finito. La possibilità di gestire una quarantena, cioè l’isolamento cautelativo di tutti i prodotti finiti o semilavorati con componenti che presentino rischi di non conformità per l’utilizzo finale del prodotto, completa il quadro delle utility. Il costo base del software è di 7 mila euro; la spesa finale varia in base alla struttura del progetto (per esempio dalla dimensione dell’azienda, dalle dotazioni informatiche già in essere?). “Filo di Arianna ? commenta PierGiorgio Cavallero, amministratore di Ibimec – è stato concepito per rispondere sia alle esigenze delle aziende che hanno bisogno di avere un minimo di informazioni, come la gestione lotti, sia a chi ha l’esigenza di andare più in profondità, ottenendo dettagli per esempio relativi ai dati riguardanti gli operai che hanno lavorato in un particolare turno e su una particolare macchina”.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore