Il futuro della startup Xiaomi

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Il futuro della startup Xiaomi
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Xiaomi per ora guarda all’espansione: potrebbe iniziare a vendere i suoi smartphone in USA fra circa un anno. Niente Xiaomi car all’orizzonte: la sfida a Apple, al momento, si concentra sugli smartphone, dopo il debutto cinese dell’ultimo phablet, dall’impressionante rapporto qualità/prezzo

Dopo Uber, è la startup che vale di più e dalle potenzialità più promettenti. Parliamo di Xiaomi, il vendor cinese di device mobili che compete con Apple e tiene testa ad iPhone per il trono dell’aggressivo mercato smartphone cinese.

Il futuro della startup Xiaomi
Il futuro della startup Xiaomi

Xiaomi è la startup che vale 45 miliardi di dollari. Ha da poco presentato il nuovo phablet Redmi note 2, che si caratterizza per il rapporto qualità/prezzo impressionante.

Il successore del Redmi Note vanta uno schermo da 5,5 pollici Full HD, con risoluzione pari a 401 ppi (pixel per pollice) contro i 267 ppi del precedente modello. Dispone di un SoC (Sytem on Chip) Helio X10 (MT6795T) di MediaTek, lo stesso di HTC One M9+, abbinato al processore grafico PowerVR G6200 di Imagination Technologies: il Soc ha 2 GB e i modelli disponibili sono da 16 GB o 32 GB, espandibili. La fotocamera frontale è da 5 Megapixel, mentre quella sul retro è da 13 Megapixelcon tecnologia PDAF (Phase Detection Autofocus) per il focus a 100 ms. Lo smartphone Android delega la connettività al Wi-Fi ac e al 4G LTE (con Dual SIM LTE).
Il SoC MediaTek supporta la ricarica rapida di Quick Charge 2.0 di Qualcomm, che con un caricatore da 1,5 ampère, permette di ricaricare in 90 minuti la batteria da 3060 mAh.
L’interfaccia del modello basato su Android 5.0 Lollipop è il fork MIUI 7. Declinato in bianco, nero, rosa, marrone e blu, esso pesa 160 grammi e in Cina costa 112 euro (e il modello da 32 GB, 126 euro). Il modello per l’India, con standard globali, costa 140 euro.

Ma Xiaomi si fermerà solo agli smartphone o ha intenzione di realizzare una Xiaomi car? Hugo Barra, ex top manager di Google, super esperto di Android, da tempo numero uno di Xiaomi, pensa all’internazionalizzazione e per ora non intende seguire le orme di Apple nell’automotive.

Xiaomi per ora si gode la quinta posizione nel mercato smartphone, forte dei 18,5 milioni di unità venduti nel quarto trimestre 2014, secondo Gartner. E guarda all’espansione: potrebbe iniziare a vendere i suoi smartphone in USA fra circa un anno. Ma teme la guerra dei brevetti, tanto che ha depositato 2.000 brevetti e ne sta acquisendo altri, per proteggersi dalle unghie affilate di Apple. Ma per una Xoaomi car, Higo Barra ha negato piani in corsi, ma il futuro ha risposto con un significativo “Why not?”, “Perché no?”. La sfida con Apple è solo agli esordi, insomma.

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