Il futuro dello storage secondo IBM

DataStorage

L’incontro con Sergio Resh, Business Development Manager Storage Systems di IBM Italia, è stata l’occasione per delineare un possibile futuro per lo storage nel nostro Paese

Oggi Sergio Resh

è Business Development Manager Storage Systems per la IBM Italia.(Laureato in Ingegneria Elettronica, sistemi Informativi al Politecnico di Milano,Sergio Resh entra in IBM nel 1984 come systems engineer nell’area dei sistemi S/390, nel 1999 diventa responsabile dell’annuncio dei sistemi Enterprise Storage Server (shark) fino ricoprire il ruolo di EMEA Marketing Manager per tutta l’offerta IBM TotalStorage).Lo incontriamo per chiedere a un osservatore privilegiato del settore storage qual è la situazione attuale del mercato e quale futuro si sta profilando. In base all’esperienza acquisita, Sergio Resh ci ha confermato che la richiesta principale da parte del mercato verte attualmente sulle soluzioni di virtualizzazione. La proposta IBM per la virtualizzazione dei sistemi di Storage è, infatti, presente sul mercato Italiano da più di due anni e l’interesse crescente da parte delle aziende e l’aumento delle richiestre confermano che questa tecnologia suscita sempre maggior interesse all’interno delle aziende italiane. Virtualizzare è meglio La possibilità di uniformare ambienti storage composti da differenti soluzioni consente infatti di gestire meglio lo spazio di memorizzazione complessivo e virtualmente disponibile in azienda. Un ambiente di storage omogeneo e svincolato dalla tipologia dei dispositivi che lo compongono è infatti caratterizzato da flessibilità, facilità di gestione e basso TCO.

Naturalmente l’attenzione degli utenti si rivolge verso quelle soluzioni che consentono di riutilizzare la maggior parte dei dispositivi già esistenti in azienda. In questo senso IBM si ritiene soddisfatta della scelta strategica effettuata, affacciandosi sulla scena quando ancora la tecnologia di virtualizzazione era piuttosto “acerba” ha avuto modo di contribuire a guidarne l’evoluzione, cogliendo le esigenze emergenti da parte delle aziende. Oggi, l’esperienza maturata le ha consentito di sviluppare la propria soluzione TotalStorage in modo da supportare gran parte dei dispositivi storage presenti sul mercato. La caratteristica non è assolutamente da sottovalutare in quanto come già abbiamo detto, per le aziende si traduce in un notevole risparmio in quanto possono mantenere la maggior parte dei dispositivi storage esistenti. Un altro dei vantaggi offerti dalla virtualizzazione dello storage è costituito dalla possibilità di gestire anche SAN remote. In questo caso è anche possibile predisporre meccanismi di sicurezza che consentano di mantenere una copia dei dati in remoto e di effettuare automaticamente la commutazione sulla SAN remota al verificarsi di un malfunzionamento nel sistema di storage principale. E domani? Per quanto riguarda le tecnologie oggi esistenti, anche in fase embrionale, che possiedono le potenzialità per potersi affermare nel prossimo futuro, così come avvenuto per la virtualizzazione, IBM scommette decisamente sulle soluzioni per il Content Management. L’interesse delle aziende secondo Sergio Resh si sta focalizzando sulle soluzioni per meglio gestire i contenuti. La mole di dati memorizzata cresce, infatti, a un ritmo vertiginoso e la possibilità di smarrire informazioni importanti è molto concreta. Ecco quindi la scelta da parte delle aziende di affidarsi a soluzioni hardware e/o software per la gestione dei contenuti. Attenzione che quando parliamo di Content Management intendiamo anche soluzioni che consentono di gestire i dati in base al loro valore effettivo, scegliendo dispositivi di storage proporzionati. Dispositivi storage meno ‘pregiati’ come per esempio le cartucce a nastro potranno essere utilizzate, ad esempio, per l’archiviazione di dati “meno preziosi” come gli archivi storici, che pur dovendo rimanere disponibili non possiedono le stesse esigenze proprie di dati maggiormente critici, che devono essere recuperati e gestiti in tempo reale. Le tecnologie di content management, secondo Sergio Resh, possiedono quindi tutte le caratteristiche per potersi affermare sempre di più e già oggi rappresentano una realtà. La dimostrazione della fiducia riposta da IBM in questa tecnologia è ancora una volta dimostrata dalla disponibilità delle soluzioni che l’azienda ha già reso disponibili. Conclusioni L’esempio di IBM ha evidenziato come la scelta di puntare su tecnologie che al momento appaiono ancora poco affermate, sapendone riconoscere le potenzialità può rivelarsi vincente. Credere in una soluzione e in una tecnologia fin dall’inizio può consentire di intervenire sul suo sviluppo e accumulare un vantaggio che difficilmente potrà essere colmato successivamente dai concorrenti. In base all’attuale visione IBM del mercato il prossimo futuro sarà caratterizzato dalla ricerca da parte delle aziende di soluzioni software e hardware che facilitino la gestione dei contenuti. Staremo a vedere se, ancora una volta, la società avrà visto giusto.

Autore: ITespresso
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