Il futuro di Internet passa dal NaMeX.

Network

Raggiunto uno storico accordo con l’Internet Software Consortium (ISC) per la prima installazione italiana di una replica dell’F-Root Name Server.

ROMA. Il Consorzio NaMeX e l’americana Internet Software Consortium (ISC) sono orgogliosi di annunciare la recente conclusione dell’accordo che porterà a Roma, presso la sede del NaMeX, la prima ed unica installazione italiana di una replica dell’F-Root Name Server, che proprio ISC gestisce a Berkeley in California, rendendo cosi’ Internet più sicuro e la rete italiana molto più veloce ed affidabile. Il Consorzio NaMeX nasce a Roma nel 2001, con il patrocinio dell’ANFoV, l’Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione, come un consorzio di ISP neutrale e senza fini di lucro, con lo scopo di rendere più ‘ professionale la gestione di un Internet Exchange Point (IXP – Punto di Interscambio) nato spontaneamente per l’esigenza degli ISP stessi. Nell’ ultimo anno il NaMeX ha registrato una crescita senza precedenti. Da maggio 2002 a giugno 2003 il traffico scambiato e’ passato da circa 90 Mbps (Megabit per secondo) a 500 Mbps di picco, realizzando una crescita di più del 500%. Gli ISP afferenti a NaMeX sono al momento 17, tra cui i maggiori fornitori d ‘accesso Internet italiani, come Telecom Italia, Wind, Mc Link, Tiscali ed altri. ISC (Internet Software Consortium) e il suo prestigioso Presidente Paul Vixie, padre di molti standard in uso in Internet, gestisce f.root-servers.net , uno dei Root Name Server, i server DNS centrali di Internet. I Root Name Server sono delle centrali indispensabili per il funzionamento di Internet, tappa di passaggio obbligatoria per ogni richiesta di indirizzo I.P. in Internet (sistema DNS). Nel mondo esistono solamente 13 Root Name Server: dieci negli USA, in posti strategici come la NASA, la US Army, ecc; uno in Giappone e due in Europa, in Gran Bretagna e in Svezia. E’ evidente come il numero limitato di Root Name Server costituisca potenzialmente un pericolo per la sicurezza ed il funzionamento di Internet. Nel caso che un attacco distribuito riuscisse a mettere fuori uso tutti i Root Name Server, la rete Internet sarebbe virtualmente paralizzata. La soluzione tecnica BGP Anycast, ideata da Vixie e ISC, che permette di replicare il Root Name Server F, fa si’ che un attacco distribuito abbia cosi’ un effetto limitato sugli utenti che hanno accesso al Root Name Server replicato. Inoltre la prossimità del Root Name Server, rispetto all’utente finale, aumenterà l’efficienza della risoluzione dei nomi DNS. Come spiegato da Paul Vixie, storica figura nel mondo di Internet e Chairman di ISC, fino ad ora tutti i Root Name Server gestiti da ISC si trovavano negli Stati Uniti. “Per difendere l’intera comunità di Internet da attacchi già tentati in passato – afferma Paul Vixie – abbiamo deciso di creare delle repliche dell’F-Root Name Server in altri paesi e In Italia e’ stato scelto il NaMeX di Roma.” “Siamo orgogliosi di essere partner in Italia di ISC nella gestione della replica del’F-Root Name Server, – commenta Renato Brunetti, Vice Presidente di NaMeX – scelta che oltre a rendere più sicura la rete Internet mondiale, implicherà un drastico miglioramento dal punto di vista dell’efficienza e della sicurezza per tutti gli ISP afferenti al NaMeX e, di conseguenza, per l’intera rete italiana, dato che questi ISP rappresentano una consistente porzione dei fornitori di accesso Internet.” Per maggiori informazioni: www.namex.it. STUDIOCELENTANO.IT

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore