Il futuro di Microsoft, senza Yahoo!, nel business della ricerca online

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Microsoft potrebbe offrire un’ultima chance a Yahoo? Ne discutono le società di analisi. Il dietro le quinte del terzo Gran rifiuto di Yahoo! e i prossimi passi di Microsoft nel mercato del search advertising. L’Antitrust intanto osserva Google-Yahoo!

Poche settimane fa Microsoft aveva esplicitamente dichiarato di avere circa 50 miliardi di dollari in cassaforte, pronti da spendere. Tuttavia non li ha mai voluti usare tutti nella partita con Yahoo!, il cui definitivo terzo gran rifiuto (per un prezzo giudicato troppo basso) ha fatto saltare il tavolo delle trattative.

Dopo aver rinunciato all’Opa, oltre un mese e mezzo fa, Microsoft aveva riaperto un negoziato con Yahoo!, limitato agli asset della ricerca e della pubblicità legata alla ricerca online.

Ma, anche in questo caso, Microsoft avrebbe offerto “solo” 9 miliardi di dollari cash più un miliardo di profitti operativi, e Yahoo! ha chiuso la porta alla trattativa. La cifra offerta da Microsoft, secondo Reuters, equivarrebbe al 16 percento di Yahoo!, per acquisire il search business e assumerne il comando.

Ma sappiamo come è finita: non solo Yahoo! ha rifiutato, ma ha siglato un accordo (non esclusivo) con Google, l’arci rivale di Microsoft.

Microsoft però, nonostante l’intesa con BigG, sarebbe ancora pronta a discutere: soluzioni alternative, come un accordo decennale sul search advertising o altre possibilità ancora, sarebbero nell’aria. Ma il banco di prova per la coppia al vertice, Jerry Yang, Ceo di Yahoo!, e Sue Decker,

rimane la data del primo agosto, dove potrebbe scatenarsi l’uragano Carl Icahn con la sua proxy fight . E a quel punto, Microsoft sarebbe pronta a ritornare in campo, secondo le società di analisi di Wall Street.

Yahoo! ha per ora scelto un’altra strada e secondo Gartner potrebbe essere la via migliore. Anche per il venture capitalist Fred Wilson, Yahoo! ha fatto la cosa giusta. Secondo Cowen & Co., invece, Microsoft ha le carte in mano e può dettare le regole del gioco a Yahoo!. Ancora diverso il parere di UBS Securities, secondo cui Microsoft ora è finita all’angolo, ma prima o poi metterà le mani su Yahoo!. Anche Collins Stewart pensa che Microsoft non abbia un piano B, alternativo a Yahoo!, e la pressione sul motore di ricerca riporterà quest’ultima fra le braccia del colosso di Redmond. Stanford Group invece teme l’Antitrust nell’accordo fra Google e Yahoo!.

Microsoft ha un piano B alternativo a Yahoo? Recentemente Microsoft sta scommettendo molto sul business onlin e: con Mesh, ha rinnovato profondamente la strategia Windows Live; ha mostrato interesse per Facebook, di cui già detiene una quota, e ha mostrato una demo di “Fabebook” per le aziende. “Il colosso di Redmond, che in altre occasioni è stato definito dai piedi d’argilla, corre veloce, sta dimostrando di sapere tenere bene il terreno, su più fronti, e viene premiato dai mercati. Ma una Microsoft fortissima, anche sul Web, forse dovrebbe fare più paura all’antitrust di un’alleanza Yahoo!+Google” scrive il blog di VNUnet.it Vista dall’Alto . Piano B o no, Microsoft nel search business c’è già, e ha molto da dire. Anche perché Carl Icahn potrebbe riaprire la porta dal primo agosto in po i.

Il vincitore della partita? In questo triangolo, a vincere (almeno per ora) è Google, che ha reso il suo instant messaging interoperabile con l’Im di Yahoo!.

Ma non c’è solo Carl Icahn alla finestra di questo accordo. L’Antitrust intanto guarda l’intesa Google-Yahoo!: non esistono precedenti di accordi non esclusivi bloccat i.Tuttavia il Dipartimento di Giustizia ha ancora tre mesi e mezzo per valutare l’accordo e esprimere il proprio parere.

Autore: ITespresso
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