Il futuro secondo Microsoft

Management

Professional Developers Conference 2003

Si è tenuta presso il Convention Center di Los Angeles (Usa, California), dal 26 al 30 Ottobre, la Professional Developers Conference (Pdc), l’appuntamento di seminari e conferenze che Microsoft organizza per gli sviluppatori (più di 6.000 i partecipanti) solo negli anni in cui vengono annunciati nuovi progetti per il futuro della casa di Redmond. A differenza del TechEd – che viene riproposto anche con più date nello stesso anno – la Pdc, infatti, non è un appuntamento fisso, non serve tanto ad approfondire argomenti tecnici di piattaforme già esistenti, ma indica invece le linee guida per lo sviluppo del software su un arco temporale di due, tre anni. Così nel 1992 la Pdc ha avuto come tema principale il mondo a 32 bit, nel ’96 Internet (con un ritardo su cui lo stesso Bill Gates ha avuto il coraggio di ironizzare), nel 2000 l’idea di sfruttare le potenzialità del linguaggio Xml (già in parte realizzata con Office System e .Net). Quest’anno l’evento è stato battezzato Make the connection e la prossima generazione di Windows – Longhorn – ha rappresentato l’argomento principale della maggior parte delle sessioni, insieme alla presentazione della nuova versione di Visual Studio .Net (Whidbey), di Yukon – il nuovo Sql Server -e, ovviamente, insieme al tema della sicurezza. Whidbey include ora un set di strumenti che consente agli architetti software e agli sviluppatori di disegnare e sviluppare velocemente applicazioni orientate ai servizi grazie anche a nuove funzionalità drag drop. Ma più importante sicuramente è la serie di controlli per ridurre il codice negli scenari di programmazione più comuni fino al 70%. Con la nuova versione di .Net dovrebbe essere anche molto più semplice il mantenimento e il deployment delle applicazioni Web. Whidbey,infatti, basata sul framework 2.0, con il supporto per i processori a 64 bit presenta anche una nuova tecnologia di distribuzione delle applicazioni denominata ClickOnce, che consente installazioni e ripristini di precedenti versioni pressoché immediati. Yukon, costruito sulla tecnologia disponibile in Sql server 2000, offrirà pieno supporto al linguaggio Xml e una profonda integrazione con il framework .Net. Ma la novità più significativa forse è che il Clr (Common Language Runtime) sarà ospitato nel motore stesso del database e consentirà agli sviluppatori una più ampia scelta di linguaggi utilizzabili (compresi Transact-Sql, Visual Basic. Net, Visual C# .Net) e ovviamente il supporto per le query Xml (così vitale anche per Longhorn). Oltre a ciò saranno supportati anche i formati Http, il protocollo Soap e lo standard Xsd (Xml Schema Definition). In questo modo le aziende potranno interrogare la loro base dati sia in modo tradizionale che sfruttando appieno i formati Xml. L’imperativo più cogente di Microsoft per il futuro, per la prossima Digital Decade, è però quello di fare software ancora più facile da utilizzare, scritto in modo più semplice, che sia più sicuro e soprattutto in grado di dialogare con gli altri software in Internet, che è poi l’essenza dei Web Service. Nella Keynote di apertura Bill Gates, in qualità di Chief Software Architect, non ha potuto fare a meno di richiamare i progetti di Trustworthy Computing realizzabili proprio a partire dalla scrittura di codice migliore, con la certezza che le Api (Application Program Interfaces) siano sempre meno vulnerabili. L’articolo prosegue su Pc Magazine n. 211 di gennaio 2004

Autore: ITespresso
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