Il futuro si chiama Creative Commons

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Aumentano i sostenitori delle licenze Creative Commons per la musica senza
DRM.

Il modello classico di distribuzione di musica, ma anche di libri e altre opere d’ingegno, assume di giorno in giorno un aspetto sempre più sorpassato. La nuova strada per la diffusione di contenuti on-line si chiama Creative Commons, che significa passare dal “tutti i diritti riservati” ad ” alcuni diritti riservati” e rappresenta il modo migliore per un’artista emergente di ottenere per le sue opere la massima esposizione possibile. Il concetto è che il brano musicale diventi in realtà un mezzo distribuito gratuitamente per poi guadagnare con attività collaterali ad esso collegate.

Autore: ITespresso
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