Il Garante della Privacy Antonello Soro contro il Datagate

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La Relazione annuale del Garante Privacy Antonello Soro contro lo strapotere dei colossi del Web @shutterstock

Nella Relazione annuale, il Garante della Privacy Antonello Soro tuona contro lo “strapotere dei dei colossi del web”. E incalza: “No al modello Usa, Ue difenda la riservatezza dei cittadini”

La pretesa di proteggere la democrazia con la compressione delle libertà dei cittadini rischia di mettere in discussione l’essenza di cioè che si vuole difendere” ha dichiarato Antonello Soro, Garante della Privacy, nella sua Relazione annuale. La Relazione sull’attività 2012 (n. 2470702), giunta alla sedicesima edizione,  tuona contro lo “strapotere dei dei colossi del web“, che ”non puo’ più essere ignorato così come non sono accettabili le asimmetrie normative rispetto a imprese europee che producono contenuti o servizi”. La UE è impegnata a “non rivedere al ribasso” la tutela della riservatezza: “No al modello Usa, Ue difenda la riservatezza dei cittadini“. Il Datagate esploso con il caso Prism, alla vigilia della Relazione annuale del Garante della Privacy, deve aver rafforzato la “scaletta” del discorso di Antonello Soro, che ha parlato di tutela della Privacy a 360 gradi: spaziando dalla trasparenza della PA digitale nell’era degli Open Data alle garanzie da offrire ai cittadini; dalla sanità elettronica alla scuola digitale; dalla propaganda elettorale alle intercettazioni; dal fisco alla tutela delle riservatezza dei contribuenti; dai social network alla piaga del cyber-bullismo; dall’era Mobile (uso consapevole di smartphone e tablet) al cloud computing; dalla tutela dei minori nel mondo dell’informazione al telemarketing invasivo; dai diritti dei consumatori e dei lavoratori alle semplificazioni per le imprese; dai dati di traffico telefonico e telematico alla biometria fino alla ricerca medico-scientifica.

Il Garante Antonello Soro, prendendo spunto dal Datagate, nella sua prima Relazione annuale al Parlamento, punta il dito contro gli operatori over-the-top come Google, Facebook, Apple, Amazon, Whatsapp: “Nell’epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacità. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunità”, ma “non necessariamente trasparenza totale significa verità e la riservatezza non è sempre invocata per nascondere qualcosa in modo deprecabile: essa è comunque requisito fondamentale nella politica come nel privato“.

Sulle intercettazioni, giudicate uno strumento prezioso, Antonello Soro ha poi aggiunto che bisogna “evitare quel giornalismo di trascrizione che finisce, oltretutto, per far scadere la qualità dell’informazione“.

La Relazione annuale del Garante Privacy Antonello Soro contro lo strapotere dei colossi del Web @shutterstock
La Relazione annuale del Garante Privacy Antonello Soro contro lo strapotere dei colossi del Web
Autore: ITespresso
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