Il giro d’affari degli operatori virtuali parte da 500 milioni

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La telefonia mobile virtuale ha un business reale. Anche 3 Italia ha siglato accordi nel settore con stranieri virtuali

Con l’ingresso di Poste Mobile , dopo Auchan, Coop e Carrefour, gli operatori mobili virtuali si fanno strada in Italia.

Presto toccherà British Telecom o Tiscali. Ma se la telefonia mobile di questi gestori è virtuale, il business è decisamente reale.

Massimo Sarmi, ad di Poste italiane, prevede 2 milioni di clienti entro il 2010 e ha annunciato un “business plan che prevede 500 milioni di ricavi“.

Poste mobile si appoggia sulla rete di Vodafone. Uno studio di Axia Financial Research, rivelato da Il Sole 24 Ore di venerdì, il business generato dai gestori

virtuali potrebbe raggiungere i “500 milioni di euro, destinati a diventare 1,2 miliardi nell’arco di un quadriennio“.

Anche 3 Italia ha siglato tre accordi preliminari, una con Euteli a, e le altre due con l’operatore ucraino Astelit e con il filippino Pldt: intese con stranieri per comunità etniche virtuali. Il cosiddetto mercato etnico non è del resto una novità e business is business.

Autore: ITespresso
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