Il Googleplex non sarebbe un Paradiso terrestre

Aziende

Dimentichiamo i ristoranti con ottimi cuochi e le vasche idromassaggio: un ex
dipendente di Google, ora a Microsoft, racconta i segreti e la vita difficile
nel quartier generale di Google. Vendetta o verità?

Anni fa venne pubblicato Microschiavi, un volume sulla difficile vita dei dipendenti di Microsoft nel colosso di Redmond. Ora Microsoft, con un email interna che è finita su Web , si vendica. Un ex dipendente di Google, passato a Microsoft, ha raccontato che la vita nel GooglePlex

non è quel Paradiso che tutti raccontano, fatto di ottimi ristoranti invece delle mense aziendali e di vasche idromassaggio Jacuzzi per rilassarsi in pausa quando si è sotto stress. Scopriamo che si lavora per Google 24 ore al giorno, sette giorni su sette: non certo al GooglePlex, dove si entra alle 10 di mattino per uscire alle 18, ma da casa. Negli uffici di vetro e nelle aree open-space cubiche,non c’è più spazio per scrivanie: ogni spazio è occupato. I ragazzi del college che si uniscono a Google, permettono alla BigG di pensare a ogni dettaglio della loro vita, così che non acquistano autonomia e, una volta viziati, non sapranno fare a meno di Google. Google inoltre non dà nessun valore a esperienze lavorative precedenti, mentre guarda con grande rispetto solo ai risultati accademici, in particolare di Stanford. I salari e le assicurazioni sanitarie di Google sono inferiori a quelle di Microsoft. Il presunto inferno di Google è anche oggetto di discussione su Slashdot e sul blog di Mary Jo Foley .

Autore: ITespresso
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