Il governo taglia: la banda larga perde pezzi?

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7,3 milioni sarebbero stati dirottati dalle infrastrutture per la banda larga, per finire al Fondo per la competitività e lo sviluppo. Intanto l’Authority Tlc chiede più poteri in vista del passaggio alle reti Ngn

Solo meno di un mese fa, prima dei recenti crac di Borsa, si parlava di come impiegare i fondi pubblici utilizzabili: gli 800 milioni, ereditati dal governo precedente, sembravano salvati dai tagli di Tremonti, da parte del ministero delle Attività produttive, da cui oggi dipendono le Comunicazioni: “Li useremo in modo diverso. Niente più enti pubblici che diventano proprietari di pezzi di rete. Ritengo che il modello Infratel, che pure ha prodotto qualche risultato apprezzabile, non sia il modo migliore di utilizzare queste risorse. Cercheremo perciò di integrare Infratel nel nuovo meccanismo, così che agli 800 milioni di partenza si possano aggiungere anche i 250 ancora a disposizione della società” aveva detto il sottosegretario Romani.

La banda larga sembrava importante e da promuovere per lo sviluppo del paese.

Ma per ora, nonostante l’Italia risulti spaccata in due da un Digital divide imperituro, il governo decide una imponente sforbiciata allo Sviluppo economico: a pagare il conto sarebbe la banda larga. 7,3 milioni sarebbero stati dirottati dalle infrastrutture per la banda larga, per finire al Fondo per la competitività e lo sviluppo. Lo riporta IlSole24Ore.com .

L’AgCom intanto ha assegnato a una serie di istituzioni accademiche la realizzazione di 14 progetti di ricerca nell’ambito del programma ‘Infrastrutture e servizi a banda larga e ultra larga’.

Sabato il presidente dell’Autorità italiana per le Tlc Corrado Calabrò ha detto che s ervono più poteri all’Authority in vista dei cambiamenti delle reti Ngn di nuova generazione.

E il presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri di Genola ha ribadito la necessità di un “new deal” tra gli operatori del settore, per evitare che lo choc finanziario ed economico si abbatta le Tlc,

E invece arrivano i tagli. Insomma, nonostante tante analis i e chiacchiere , la banda larga si conferma – ancora una volta – la Cenerentola d’Italia.

Autore: ITespresso
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