Il Gps europeo è troppo costoso

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Il sistema di navigazione satellitare Galileo che vorrebbe fare concorrenza al Gps appare anti competitivo

Inutile e costoso“: hanno il sapore della sentenza lapidaria gli aggettivi che accompagnano Galileo, la sfida UE al Gps americano. Queste parole le ha pronunciate Berry Smutny, ex amministratore delegato di OHB-System, costruttrice tedesca di satelliti artificiali e partecipante alla realizzazione di Galileo. Altri 1,9 miliardi di euro sono l’ultima (esosa?) richiesta per rendere operativo il sistema di navigazione satellitare: il progetto Galileo, attualmente il principali programma spaziale europeo.

Il rivale del Gps pare interessare davvero solo ai francesi, che non vogliono dipendere da uno Stato straniero per la navigazione satellitare. Con la sigla del quarto contratto per 194 milioni di euro, assegnato a SpaceOpal GmbH (joint venture formata dall’italiana Telespazio e dalla tedesca DLR) Galileo è sulla rampa di lancio. Ma ora chiede altri 1,9 miliardi di euro per proseguire, e sembrano troppi.

Secondo alcuni osservatori, però, il gioco vale la candela sotto il profilo economico: “Studi di mercato, affidati a organismi indipendenti, hanno quantificato i vantaggi per l’Europa in circa 90 miliardi di euro nei prossimi 20 anni“, ha illustrato il commissario Ue Tajani.

L’ Unione Europea ha raggiunto un accordo per lo sviluppo del programma di navigazione satellitare dopo uno slittamento di cinque anni e varie modifiche sostanziali al programma iniziale. Fallita la partnership pubblica-privata, la Commissione Europea ha deciso di finanziare interamete con fondi pubblici dei 27 paesi memebri. Germania e Italia ospiteranno sul loro territorio un centro di controllo del sistema. A questo punto restano da assegnare due contratti di fornitura a inizio 2011, spiega Bruxelles.

Il satellitare Ue, che dovrà sfidare il Gps, partirà nel 2014, con sei anni di ritardo: il primo lancio è fissato per ottobre 2012. A Thales Alenia Space, partecipata di Finmeccanica, è stata concessa una commessa da 85 milioni di euro; poi è toccato a Telespazio.

Autore: ITespresso
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