Il grande salto dell’eProcurement nella Pa

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Dalla Ricerca 2007 dell’Osservatorio emerge che l’utilizzo di strumenti
elettronici a supporto dei processi di acquisto si sta diffondendo anche nella
Pubblica Amministrazione

Si è svolto presso l’Aula S01 del Politecnico di Milano il Convegno ?L’eProcurement nella Pubblica Amministrazione: il grande salto ? organizzato dall’ Osservatorio eProcurement nella Pubblica Amministrazione della School of Management del Politecnico di Milano con il supporto di BravoSolution, Consip, i-Faber, ITP e RS Components. Durante il convegno sono stati presentati i risultati della Ricerca 2007 dell’Osservatorio, basata sull’analisi diretta di oltre 140 tra Enti pubblici e fornitori della Pubblica Amministrazione italiana e circa 20 provider, pubblici e privat i, di soluzioni di eProcurement rivolte alla Pubblica Amministrazione. ?Dalla Ricerca emerge con chiarezza – afferma Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eProcurement nella Pubblica Amministrazione – che l’utilizzo di strumenti elettronici, basati sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, a supporto dei processi di acquisto (in una parola l’eProcurement)si sta diffondendo molto bene anche nella Pubblica Amministrazione (PA) italiana; è infatti di un miliardo e 232 milioni di Euro il volume di scambi gestito attraverso applicazioni di eProcurement dalla PA italiana nel 2006, con un trend di crescita del transato molto significativo rispetto al 2005: +389%. Il trend è ancora più rilevante se si considera l’incremento nel biennio 2004?2006, che ha visto il totale transato aumentare di più di un ordine di grandezza?. In termini assoluti, invece, il valore complessivo rappresenta ancora una percentuale poco significativa della spesa gestita attraverso strumenti di eProcurement nel nostro paese: limitato a circa l’1% del totale acquistato dalla Pubblica Amministrazione italiana. Circa il 90% del volume di scambi è relativo a volumi negoziati attraverso tool di Gare e Aste online (che possono essere utilizzati anche per singole negoziazioni di importo molto elevato), mentre il restante 10% è intercettato da Mercati elettronici, Cataloghi di vendita di operatori privati e Negozi online a supporto delle Convenzioni. Il valore dell’acquistato da parte degli Enti Pubblici italiani gestito attraverso strumenti informatici di Gare e Aste Elettroniche corrisponde a un miliardo e 63 milioni di Euro del volume di scambi e si caratterizza per dinamiche di forte crescita. ?Dall’analisi emergono alcune Pubbliche Amministrazioni che hanno incrementato l’utilizzo dell’eProcurement al punto che possono essere considerate Adulti, cioè ad un buon livello di maturità. ? afferma Paolo Catti, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio – Si tratta ad esempio di alcuni Comuni, da sempre fortemente convinti e determinati nello sviluppo dei propri progetti di eProcurement, e di quelle Regioni che hanno avviato seriamente una Centrale di Committenza, iniziando ad ottenere risultati interessanti. È significativo il numero di Enti che da Infanti, che si sono quindi appena avvicinati ai nuovi strumenti dell’eProcurement, iniziando un processo di sperimentazione e apprendimento più o meno convinto e serio, stanno passando allo stadio evolutivo successivo, quello dell’Adolescenza. Si avvicinano da Infanti all’eProcurement diverse Regioni, impegnate nello sviluppo di piattaforme di eProcurement. Non mancano infine i Peter Pan – conclude Paolo Catti – tra i quali anche qualche nuovo caso, cioè quegli Enti con esperienze che non evolvono nel tempo, rimanendo sempre nella fase embrionale iniziale di infante perenne, ed esempi di Gamberi, che dopo una fase iniziale di sperimentazione, invece di evolvere allo stadio successivo ritornano indietro, adducendo a nostro avviso nella maggior parte dei casi motivazioni fittizie, frutto spesso di un processo di sperimentazione mal gestito e, conseguentemente, di un apprendimento distorto, o parziale nei casi migliori.

Autore: ITespresso
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