Il "Jobs pensiero"

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Le case discografiche non devono diventare avide.

PARIGI (Fra) – “Le case discografiche non devono diventare avide,altrimenti il rischio è quello di facilitare,dopo tanti sforzi a favore del download legale,il ritorno degli utenti alla pirateria”.A parlare è Steve Jobs,il boss di Apple e l’uomo che ha salvato le case discografiche dai programmi peer2peer grazie al successo della musica digitale:iTunes,il jukebox on-line di Apple,ha già venduto circa mezzo miliardo di canzoni, mentre l’iPod,il lettore MP3 della “Mela”,è diventato oramai un vero e proprio status symbol. Il mercato della musica digitale fa però gola a molti,tanto che alcune major discografiche vorrebbero già aumentare il prezzo dei file AAC in vendita su iTunes in modo da incrementare così i loro guadagni. “La maggior parte della case discografiche è convinta che 99 centesimi di dollaro a brano sia il prezzo più giusto – spiega Jobs – e solo una pensa invece che sia il caso di alzarlo”.Molte le illazioni su quale sia questa misteriosa società.Secondo alcuni addetti ai lavori si tratterebbe di Sony:gli artisti del catalogo della casa giapponese infatti non sono disponibili su iTunes e l’azienda è in diretta concorrenza con Apple nel mercato dei lettori MP3. Chi la spunterà?

Autore: ITespresso
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