Il Lazio e la prima regione italiana nel commercio elettronico

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Buon momento per le-commerce che dovrebbe essere ulteriormente incentivato da provvedimenti del nostro Governo ormai imminenti

ROMA. Pochi giorni fa lassessore alle attivita produttive del Lazio, Francesco Saponaro nel corso di una conferenza stampa, ha illustrato i dati elaborati dallOsservatorio regionale sul commercio dai quali risulta che il Lazio e la prima regione in Italia per questo tipo di attivita. Nel 2002 le imprese laziali che hanno effettuato il cosiddetto business to customer, la vendita diretta al consumatore per via telematica, sono state 891, seguite subito dopo da quelle di Lombardia (842), Campania (736) e Piemonte (612). Gli esercizi commerciali del Lazio, al dettaglio e allingrosso, presenti su Internet con un proprio sito sono quasi 15 mila, con una netta prevalenza della provincia di Roma (11.715), a cui fanno seguito Frosinone (1.012), Latina (976), Viterbo (811) e Rieti (323). Continua il periodo positivo del commercio elettronico ed ormai molte sono le imprese che si affacciano nello specifico settore della vendita on-line. Risultati lusinghieri per le imprese laziali, ma anche la Lombardia, la Campania ed il Piemonte hanno dimostrato un certo interesse per le-commerce. Le prospettive di questa nuova modalita di vendita che sfrutta in pieno le potenzialita della Rete sono piu che buone in quanto si e in attesa dell entrata in vigore di nuovi provvedimenti che dovrebbero regolare definitivamente ed incentivare le transazioni on line. Innanzitutto e gia stato annunciato dal Ministero per le attivita produttive il nuovo provvedimento sulle-commerce (il testo ufficiale ancora non e noto) che detta nuove regole per lo shopping on-line ai sensi dellart. 31 della legge comunitaria del 1° marzo 2001 n. 39 che dispone le modalita della delega al Governo con riferimento allattuazione della Direttiva n.31/2000CE (la c.d. Direttiva sulle-commerce). Ma il commercio elettronico verra incentivato sicuramente anche dalla nuova regolamentazione della firma digitale (D.P.R.) approvata di recente dal Consiglio dei Ministri (anche se ancora non ufficiale) che integra il d.lgs. n. 10/2002 sempre in esecuzione della Direttiva Comunitaria n. 93/1999. Si completa cosi il quadro normativo per lutilizzo di questo innovativo strumento digitale, una sorta di bancomat con microchip, che viene inserito in un apposito lettore, collegato al computer, consentendo di firmare in modo digitale sicuro ed inalterabile qualsiasi documento elettronico. Se poi si aggiunge, tra i vari provvedimenti anche lart. 89, della recente legge finanziaria, che ha previsto lo stanziamento di 31 milioni di euro per favorire lacquisto di decoder e laccesso alla banda larga di Internet, ci si rende conto che i tempi sono ormai maturi per una grande diffusione, su scala nazionale, del commercio elettronico. [ STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
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