Il licensing di Microsoft

Management

Buone notizie per le Pmi: Microsoft ha messo a punto nuovi programmi di licenze a partire dal 2006 e per tre anni, con un’offerta che si muove lungo due direzioni. Obiettivo: prezzi di ingresso molto bassi uniti a una serie di servizi che garantiscano reali opportunità e vantaggi

Le piccole e medie imprese, cui anche Microsoft riconosce lo stato di sofferenza, sono al centro di nuovi programmi di licenze. Dal 2006 per tre anni (tale è la durata dei contratti) si prospetta qualche vantaggio in più. La revisione della precedente offerta si muove in due direzioni. La prima è quella di meglio accontentare clienti e partner di canale fedeli, grazie a una maggiore flessibilità nell’uso delle licenze, a minori costi, a un programma di assistenza che garantisca reali opportunità e vantaggi.”I nostri clienti hanno evidenziato che il valore del software deriva per loro anche dalla disponibilità di strumenti e servizi pensati per sfruttarne al meglio le potenzialità: un prezzo d’acquisto basso è un elemento importante, ma non l’unico”, ha dichiarato Alfredo Pizzirani, responsabile marketing programmi Licensing Microsoft Italia.”Microsoft sta evolvendo i propri programmi di licensing per le piccole e medie imprese in modo da unire prezzi di ingresso molto bassi a una serie di servizi e condizioni che permettano alle aziende di ricavare il massimo valore dall’investimento”. La seconda è quella di tentare ancora una volta di recuperare il sommerso, che secondo fonti Idc-Bsa in Italia è del 50% (percentuale ben al di là della media europea attestata sul 35%). Indubbiamente se la promessa di noleggiare Office a un costo di circa 50 cent al giorno può avere interesse per chi è in regola, sarà difficile vincere con i programmi presentati anche solo una battaglia contro la pirateria. Ancora troppo deboli sono le facilitazioni, e non in grado di annullare i rischi della clandestinità. Il software illegale, che è oramai da tempo attestato sui livelli citati senza alcuna reale inversione di rotta, sopravviverà di certo anche alle nuove e indubbie opportunità offerte da Microsoft con Open Value (questo è il nome della nuova linea di programmi di licensing destinati alle piccole e medie imprese che ricalca un po’più da vicino il programma Enterprise agreement subscription destinato a chi possiede grandi organizzazioni). Forse, per attaccare il sommerso (e a Microsoft danno fastidio soprattutto i rivenditori che operano direttamente nel canale distributivo installando software pirata sui Pc dei loro clienti) bisognerebbe ragionare in termini di condoni e sanatorie sullo stile inaugurato dai Governi nazionali. Per ora, la casa americana non se la sente di premiare evasori e infedeli. E poi le politiche di licensing vengono decise a livello centrale senza la benché minima “devolution”a livello nazionale, pur cui le logiche italiane non sono certo in auge. C’è ancora da sottolineare un interessante sforzo rivolto alla pubblica Amministrazione con l’introduzione di Open Government, improntato a un processo d’acquisto decentralizzato, con un’unica fascia di prezzo. La vera novità e che anche le piccole amministrazioni possono acquistare nella fascia di prezzo più bassa senza la necessità di complesse aggregazioni. Per tutti c’è poi l’assicurazione di poter migrare a costo zero a tutte le nuove versioni, e in particolare a Windows Vista e a Office 12.

Autore: ITespresso
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