Il Liquid Computing di Bea

Aziende

Bea annuncia tre nuove iniziative per le Service Oriented Architecture destinate semplificare lo sviluppo stesso delle applicazioni.

Ridurre i tempi di sviluppo delle applicazioni e semplificarne lo sviluppo stesso: è questo l’obiettivo delle tre iniziative messe in campo da Bea nell’ambito di quella vision che l’azienda ha definito di Liquid Computing (in pratica garantire lo sviluppo di applicazioni nativamente pre-integrate, assicurando la massima riusabilità dei componenti, dove il software viene considerato un servizio on demand) e che indirizza le problematiche di Soa (Service Oriented Architecture). La prima delle tre iniziative è stata l’attivazione del Soa Technology Center, una vera e propria biblioteca digitale, disponibile online, contenente best practice, white paper e informazioni di ogni genere sulla Service Oriented Architecture. La seconda, definita Soa Blueprints Initiative (Soabi), è una risorsa web che mette a disposizione degli sviluppatori specifiche, certificazioni per terze parti e implementazioni prese da progetti realizzati, il cui obiettivo è dimostrare come la Soa può essere utilizzata per indirizzare reali esigenze di business. Infine è stato rilasciato Bea WebLogic Workshop Control Pack che rende disponibili componenti Java per accedere ai web services.

Autore: ITespresso
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