Il lungo viaggio di Linux

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Secondo Gartner, Linux ha già catturato circa il 25% del mercato server. Il market share di Microsoft, attualmente stimato al 36%, sembra ormai destinato a subire una sempre più forte competizione da parte della nuova concorrenza

Quanto incideranno gli ultimi rilanci di Microsoft, circa l’apertura dei propri codici sorgente, sulla penetrazione di Linux nel mondo corporate non è lecito sapersi. Ben più definito è invece lo scenario prospettato da vari analisti di settore, più o meno allineati rispetto a una tendenza di fondo: nonostante i problemi di migrazione che si porta dietro, il sistema operativo del Pinguino è maturato in tempi rapidi e sarà pronto entro due anni al massimo per sfidare testa a testa Windows anche sul fronte dei desktop aziendali. Un’idea abbastanza precisa dello scenario prossimo venturo se l’è fatta l’inglese Butler Group, che attribuisce sin d’ora alla piattaforma open source i crediti per rappresentare un’alternativa praticabile a Windows nell’area dei data center. Nel mondo server, questi i dati elaborati da Gartner, Linux ha già catturato circa il 25% del mercato contro il 36% di Microsoft e, secondo le ultime previsioni, guadagnerà ulteriore terreno nei prossimi quattro anni, fino a rosicchiare il 20-30% di share a scapito di Microsoft. Gli analisti di Butler Group attribuiscono all’ambiente open source qualità di ambiente operativo enterprise in grado di portare via a Microsoft quote di mercato, sfruttando da un lato la propria agnostica capacità di adattarsi a qualsiasi piattaforma hardware già esistente, garantendo una portabilità che diventerà cruciale nella migrazione verso i sistemi a 64 bit, e dall’altro il supporto ormai consolidato delle varie Ibm, Oracle, Sun, Sap e Siebel.

Autore: ITespresso
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