Il male oscuro del ciclismo passa attraverso Internet

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La libera vendita del Probenecid sul web riporta alla ribalta il tema dei confini del lecito sulla rete

Il ciclismo professionale ancora in preda a quel male oscuro che gi laveva colpito in passato e che tutti davano un episodio epidemico del passato. La squalifica di Stefano Garzelli, vincitore del Giro dItalia del 2000 e fino a ieri maglia rosa della competizione che si sta disputando in questi giorni sulle strade italiane, sta a dimostrare il contrario. Oltre alla positivit di Garzelli alle controanalisi, c purtroppo da registrare anche la non negativit di Gilberto Simoni al test della cocaina. Il male era quindi pi esteso del previsto e probabilmente c ancora parecchia pulizia da fare. Tra le poche consolazioni di questanno, i bellissimi sprint di Mario Cipollini, un personaggio straripante che esce dalle cronache sportive grazie alla sua genuinit umana. Tutto il contrario di quanti hanno fatto e continuano a fare uso di Probenecid, il diuretico che – da solo o associato a misteriosi beveroni a base di erbe preparati da medici compiacenti operanti al limite della legalit – sembra riuscire a coprire lassunzione di anabolizzanti steroidei, grazie alle sue funzioni di eliminazione dei liquidi e di diminuzione della pressione sanguigna. Purtroppo il Probenecid ha al suo attivo 23.800 pagine sul web, di cui 3.380 specifiche per lordinazione a farmacie on-line, facenti capo a farmacie americane (negli Stati del New Jersey e di New York) e canadesi. Si va dai 30 dollari per 30 tavolette alle offerte scontate di 90 tavolette per 62 dollari. Questo uno degli aspetti dellaltra faccia di Internet, limacciosa e oscura come la superficie di una palude e che rischia di gettare una luce sinistra su tutto il web. Prima o poi bisogner che la rete si autoregolamenti, se non vuole essere costretta a farlo su decisione della magistratura. Non si tratta solamente di un problema etico, ma anche di un fenomeno sociale che non pu essere lasciato libero di evolversi in un clima di totale libert, che potrebbe anche diventare una forma di pericolosa anarchia.

Autore: ITespresso
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