Il manifesto di 7 associazioni della filiera startup

AziendeStart Up
Il manifesto di 7 associazioni della filiera startup
0 10 Non ci sono commenti

Il manifesto dell’ecosistema italiano dell’innovazione si focalizza sull’intervento per il completamento e il miglioramento della normativa startup. Sono quattro le aree d’intervento del manifesto per le startup: talenti, capitali, semplificazioni ed exit

Sette associazioni della filiera startup presentano un manifesto per accelerare la competitività del Paese. Le proposte portano le sigle di AIFI, APSTI, Endeavor, IBAN, Italia Startup, PNICube, Roma Startup. Il manifesto dell’ecosistema italiano dell’innovazione si focalizza sull’intervento per il completamento e il miglioramento della normativa startup. Sono quattro le aree oggetto di proposte: talenti, capitali, semplificazioni ed exit.

Il manifesto di 7 associazioni della filiera startup
Il manifesto di 7 associazioni della filiera startup

Le 7 associazioni si sono coordinate per mettere a punto un manifesto unitario con proposte concrete che possono far realizzare al nostro Paese “un ulteriore balzo in avanti nell’adozione di strumenti utili a promuovere l’innovazione e la capacità di attrarre talenti e capitali per recuperare il gap nello sviluppo d’imprese, nella creazione di posti di lavoro qualificati e nella creazione di valore diffuso”.

Il decreto Crescita 2.0 del 2012 ha avuto il pregio di sensibilizzare il mercato e gli operatori verso i temi dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e degli investimenti in startup innovative. Adesso le firmatarie del documento giudicano che sia il momento opportuno di affrontare la “manutenzione evolutiva” di questi interventi.

Il manifesto indica come consolidare le iniziative legislative già in essere, in coerenza con alcuni provvedimenti contenuti nel Piano Industria 4.0, in parte avviati con la legge di Stabilità, per aiutare l’Italia a misurarsi in modo concorrenziale con le economie nazionali ad essa più affini.

Le aree che sono state individuate sono quattro: talenti, capitali, semplificazioni ed exit. L’area Talenti si rivolge al perfezionamento del sistema dei visti e agli interventi che semplificano la contaminazione tra mondo della ricerca ed esperienza nella creazione di impresa come, ad esempio, la tutela del posto di lavoro per i ricercatori che decidono di avviare una startup.
L’area Capitali riguarda il rafforzamento degli incentivi fiscali esistenti, in termini di incisività e di durata, così da moltiplicare le fonti di capitale di rischio a favore delle neo imprese, nonché la richiesta di maggiore flessibilità del contesto regolamentare, soprattutto per gli schemi di investimento orientati ai progetti in fase preseed e seed, oggi ingabbiati da rigidità normative che li rendono insostenibili.
L’area Semplificazione sottolinea l’esigenza di portare a zero gli oneri in fase di “tentativo di impresa”, per esempio strutturando un regime alternativo che – al di sotto di una soglia di fatturato annuo o patrimonializzazione – esenti da adempimenti invece necessari quando si passa ad una fase di vita meno precaria dell’impresa. Per quanto attiene la realtà degli incubatori di impresa, molto varia e diversificata, si propone sia di segmentarne le tipologie che di individuare delle best practice, che dovrebbero essere riconosciute a livello nazionale, per rilanciare questi soggetti come strumenti di sviluppo economico.
L’area Exit si concentra su un incentivo fiscale utile a innescare circoli virtuosi di crescita, rendendo le startup appetibili per ulteriori round di finanziamento o per acquisizione da parte di grandi aziende. Questo approccio permette anche di mantenere in Italia le tecnologie e le menti imprenditoriali che oggi tendono a trasferirsi.

Consapevoli dell’urgenza e della strategicità di rafforzare la competitività del Paese su questa filiera, le associazioni rimangono aperte al confronto sia con le istituzioni sia con il mercato.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore