Il manifesto europeo

Management

I piani di Nortel: accesso broadband, NGN e impresa virtuale

Il mercato mondiale delle comunicazioni sta cambiando, e sta cambiando a partire dall’Est asiatico. Ma per l’Europa, agli occhi di Nortel, il destino tecnologico si chiama accesso a banda larga, Next Generation Network e virtual enterprise. Per questo Nortel sta lavorando. È una vera e propria presa di posizione sui rapporti tra crescita economica nel vecchio continente e sviluppo dell’ICT quella che ha dato il senso di un incontro tra una rinvigorita Nortel e la stampa europea aperto dal CEO Bill Owens e gestito da Steve Pusey, president per la regione EMEA. La diagnosi è netta: “La capacità europea di competere sul mercato globale dell’economia dipende dall’accesso in sicurezza alle comunicazioni a banda larga nella misura in cui saranno rese disponibili con pervasività in Europa nei prossimi cinque anni”. Le tecnologie ICT sono un elemento chiave di differenziazione in economia e influenzano per il 40% la crescita globale di produttività dell’Europa. Forte dello sviluppo dei cinque anni appena trascorsi, l’Europa ha sorpassato l’America per numero di accessi a banda larga e sta dietro solo all’Asia con 58 milioni di abbonati e una penetrazione del 30%. Dunque prima viene l’Asia, dove Nortel è da poco attiva con LG per il primo progetto mondiale operativo nel prossimo anno di WiMax modificato per la mobilità (il WiBro basato sullo standard 802.16e), ma subito dopo viene l’ Europa, dove è necessaria un’ulteriore accelerazione. I paesi forti di Nortel sono UK e Francia, i mercati forti sono Telco e Provider e l’enterprise. Pusey fa una breve analisi del mercato: ” In Europa i service provider stanno investendo in tecnologie per la telefonia via Internet e l’accesso ubiquitario a una serie totalmente nuova di servizi voce, video, dati per aziende e consumatori.” Parallelamente le applicazioni wireless spostano questa multimedialità anche su dispositivi mobili svincolati dalla loro localizzazione. Le aziende intanto, senza differenza, dalle più grandi alle più piccole stanno subendo un processo sempre più evidente di virtualizzazione e dipendono per la loro stessa competitività dalla banda larga. Gli strumenti per utenti aziendali e lavoratori sono ancora una volta gli stessi: applicazioni basate su protocollo SIP, come la messaggistica istantanea e la telefonia IP, e sulla multimedialità in sicurezza in modo indipendente dal client, computer, PDA o cellulare che sia.”Bisogna sbloccare i rubinetti per la fornitura di contenuti nel vecchio mondo”. A livello tecnologico Nortel deve stare dietro a tutto questo: il prossimo anno con la tecnologia HSDPA arriva la larga banda larga “vera” sui cellulari UMTS, il WiMax in mobilità ha una rotta di convergenza con l’UMTS. Qui, e sulla connettività ottica, oltre che su Internet, si focalizzano le potenzialità e i punti di forza di Nortel. Ma se la rete deve raggiungere l’utenza ovunque si trovi, allora deve diventare intelligente anche nella sua parte fissa. La virtual enterprise deve diventare realtà sia su cavo che wireless. La voce anche se su IP è solo uno dei componenti: ci vuole anche sicurezza e gestione dei contenuti. I CIO dichiarano di volere un’alternativa a Cisco e Nortel potrebbe esserlo. Nortel sta recuperando il gap con Cisco nell’area della sicurezza e del middleware: “non è più solo questione di router”. Ci vuole una rete intelligente, la Next Generation Network. Nortel, dichiara Pusey, avrà installato 50 NGN in EMEA entro la fine di quest’anno. I conti di Nortel dicono che quest’anno il fatturato crescerà del 10 %. Oltre agli investimenti in R&D Nortel sta “reinventando sé stessa” mettendo denaro in nuovi business: IPTV, sicurezza e servizi gestiti per i carrier, dove Ericsson sta facendo molto bene. I responsabili di Nortel non sentono alcun bisogno di sviluppare una politica di acquisizioni aziendali: “Siamo una technology company, non abbiamo bisogno di comprare. Sappiamo riconoscere dove siamo primi e dove non lo siamo”.

Autore: ITespresso
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