Il marketing abbandona Second Life

Workspace

Come valore di picco Brian Haven, analista di Forrester Research, ha parlato
al Times di appena 30-40.000 utenti loggati

DIVERSE AZIENDE stanno pensando di chiudere la loro partecipazione al gioco di realtà virtuale Second Life per lo scarso numero di visitatori presenti nei loro negozi. Il LA Times cita Brian McGuinness, vicepresidente di Aloft, un marchio della Starwood Hotels & Resorts, che ritiene non ci siano più ragioni di rimanere. E non è la sola società che ha trovato poco soddisfacente il prezzo pagato per il suo spazio virtuale. La Geek Squad Island di Best Buy è priva di visitatori e non c’è nemmeno nessuno dello staff virtuale. La pianificazione di eventi di Sun è vuota e anche la Dell Island è deserta. Ian Schafer, responsabile esecutivo della società Deep Focus, che si occupa di marketing on-line, ha avvisato i clienti che in un mondo virtuale è difficile fare marketing, perché la maggior parte del business riguarda più che altro gli organi genitali. Un altro problema è che è difficile che le persone entrino in Second Life. Malgrado il suo proprietario, la Linden Labs, sostenga che il totale dei residenti supera gli 8 milioni, questo valore tiene conto anche di chi si è registrato una volta e non è più tornato. Come valore di picco Brian Haven, analista di Forrester Research, ha parlato al Times di appena 30-40.000 utenti loggati. Altre informazioni le trovate qui .

Autore: ITespresso
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