Il mercato dei contenuti mobili sotto la lente del Politecnico di Milano

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Da uno studio della Commissione europea, entro il 2018 il business continentale delle applicazioni per smartphone potrebbe valere 63 miliardi di euro, il triplo rispetto ad oggi

Il mercato di Mobile Internet cresce del 27% e arriva a superare il mezzo miliardo di euro. Insieme con gli Application Store, sta diventando il cantiere di sviluppo dei nuovi canali digitali per tablet, Pc, Tv connesse

Il mercato Mobile Internet, Content & Apps ha archiviato il 2010 con il segno positivo: +7%, grazie a tre fattori: una forte crescita del Mobile Internet, trainata dalla connettività da telefono cellulare/smartphone; un calo dei Mobile Content & Apps a pagamento; l’incremento del Mobile Advertising (la raccolta pubblicitaria sul canale Mobile), anche se in termini assoluti è un segmento di nicchia. Qeste dinamiche  asimmetriche fanno sì che il volume d’affari del Mobile Internet raggiunga il 48% (era il 32% due anni fa), tallonando il peso dei Mobile Content a pagamento, pari al 49% (era pari al 65% nel 2008). Infatti Mobile Internet cresce del 27% e arriva a superare i 530 milioni di euro, valore molto vicino a quello del mercato dei Mobile Content & Apps a pagamento. Insieme con gli Application Store, sta diventando il fulcro di sviluppo dei nuovi canali digitali per tablet, Pc, Internet Tv eccetera.

Non parlo mai volentieri di “rivoluzione” – ha commentato Andrea Rangone, Responsabile Osservatori ICT del Politecnico di Milano – ma oramai si è attivato un circolo virtuoso che ci induce a parlare effettivamente di Mobile Revolution. Perché rivoluzionarie sono le peculiarità del mezzo che possono essere sfruttate: geo-localizzazione, ubiquità, immediatezza d’uso, socialità, interattività. Perché rivoluzionario è, a nostro avviso, l’impatto che il Mobile avrà sul comportamento del consumatore: che utilizza sempre di più il telefono cellulare come canale preferenziale per accedere – sempre e ovunque – a qualsiasi contenuto e servizio digitale. Perché rivoluzionario è l’impatto che avrà anche sulle imprese e sulle pubbliche amministrazioni: mettendo loro a disposizione un nuovo potente canale di gestione della relazione con i propri clienti/utenti. Non dimentichiamo inoltre la leadership tutta italiana nella diffusione dei terminali e anche degli innovativi modelli di smartphone che pone le aziende del nostro Paese nella possibilità di giocare un ruolo di primo piano, non solo nel mondo dei Mobile Content come storicamente è stato, ma anche in quello delle Applicazioni e del Mobile Web, dove l’arena è globale e molto competitiva.”

Partiamo dal business del Mobile Internet, che nel 2010 ha registrato una crescita pari al 27%, fino a quota 538 milioni di euro. Cresce fortemente (+43%) la componente dei ricavi derivante dalle tariffe flat, alla soglia del 38% sul mercato complessivo. I Mobile Surfer navigano in media 30 minuti al giorno, anche se la navigazione è concentrata su pochi siti e tendenzialmente sempre gli stessi. A deludere oggi è il forte consumo della batteria (per gli heavy user) e il costo del servizio. Meno criticate sono invece l’efficacia della navigazione tramite cellulare e la velocità e l’affidabilità della connessione.

Il mercato dei Mobile Content & Apps a pagamento registra un calo del 9% nel 2010 contro il crollo del 20% nel 2009: in due anni sono stati bruciati 200 milioni di euro. Il rallentamento del calo potrebbe segnalare un ritorno alla crescita, ma non prima deel 2011, bensì a partire dal 2012. In atto è la caduta verticale (-13%) dei ricavi derivanti dai contenuti più tradizionali (loghi e suonerie, giochi java, sms informativi, dating via Sms, voting televisivo, eccetera) basati sui tipici canali Telco-centrici (Numero breve e Mobile portal in primis); dall’altra, la crescita dei contenuti erogati tramite i nuovi canali del Mobile Internet e degli Application Store, +113%, anche se in valore assoluto sono numeri limitati (qualche decina di milioni di euro complessivamente).

In crescita sono invece i Giochi regolamentati con vincita in denaro (in particolare le scommesse sportive), ma sono le Apps a fare la parte del leone. Quelle che generano i maggiori ricavi sono certamente i giochi. Tra le Applicazioni che si stanno dimostrando promettenti si segnalano quelle che erogano i contenuti editoriali, grazie anche all’introduzione dell’in-app billing.

Infine sulla presunta “morte del Web”, conclude Andrea Rangone, Responsabile Osservatori ICT del Politecnico di Milano:  “È in atto una grande battaglia tra due differenti mondi Internet: quello “nuovo” Application-centrico e quello “vecchio” Browser-centrico. È una battaglia tra due concetti di Internet completamente diversi tra loro, non solo per l’architettura tecnologica che sottendono ma anche per i principi che li ispirano: il primo, quello App-centrico, si basa su un insieme di Application Store, ognuno dei quali rappresenta un walled garden; il secondo, Browser-centrico, si basa invece sull’universalità del Browser. Il Web, infatti, si innova con l’Html5 che consente di superare molti dei limiti del Browsing tradizionale, migliorando le opportunità per gli sviluppatori e avvicinando la user experience delle Applicazioni: pur non riuscendo a garantire tutti i vantaggi delle Applicazioni sviluppate nativamente per lo specifico sistema operativo, le Web app hanno il grande vantaggio della trasversalità e di non richiedere, quindi, uno sviluppo ad hoc per ciascuna piattaforma. La battaglia è solo agli inizi.”

Mobile Internet e Web apps
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Autore: ITespresso
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