Il mercato del software in Italia

Aziende

l 2003 è stato un anno difficile per il segmento del software, che ha risentito della congiuntura economica negativa in corso.

Il 2003 è stato un anno non brillante per il mercato del software. Le previsioni realizzate da Nextvalue all’inizio dell’anno da poco terminato, ritenevano che questo settore avrebbe avuto una crescita zero. “Pur con qualche eccezione ? commenta Alfredo Gatti, amministratore delegato della società – la situazione non si discosta da questa tendenza”. Un’indagine che Nextvalue ha realizzato tra settembre e ottobre su 50 grandi aziende, ha rilevato una discrepanza tra quanto le imprese desiderano in termini di infrastruttura, soluzioni e servizi e quanto in concreto acquistano. “La decisione ? afferma Gatti – è stata prevalentemente quella di investire sull’esistente, in particolare su quello che è il completamento del sistema Erp visto nelle sue due estensioni principali: il lato cliente (Crm e tutto quanto attiene alla gestione del cliente) e il lato supply chain (quindi la logistica per arrivare all’integrazione con i sistemi dei fornitori). In termini infrastrutturali c’è una buona propensione verso il rafforzamento e l’adozione di strategie, che permettono di risparmiare sui costi, ma anche verso l’integrazione, intesa come possibilità di fare interagire più applicazioni tra loro”. A livello di budget c’è stato pochissimo spazio per i nuovi investimenti e per nuovi progetti e sperimentazione. I servizi di application management e le attività in outsourcing si sono rivelati in alcuni casi scelte vincenti. Nelle aziende del settore bancario business continuity, recovery, storage management sono stati aspetti presi particolarmente in considerazione. “Stime realizzate da altri ? dichiara Gatti ? dicono che le Pmi sono ferme negli investimenti. Per molte delle piccole aziende un investimento It non è visto in una prospettiva strategica, ma in una prospettiva di necessità. Anche per le piccole e medie aziende si è verificata una riduzione dei budget, ma non a livelli catastrofici”. Intanto lo scenario ha visto sullo sfondo, sul versante dei vendor, attività di consolidamento e acquisizioni. Alcuni grandi player stanno puntando sempre più sulle soluzioni verticali, mentre, soprattutto per quanto riguarda l’offerta indirizzata al mercato italiano, l’orientamento è stato quello di puntare proprio sulle piccole e medie imprese. Per approfondire ulteriormente le tendenze che hanno caratterizzato l’anno da poco terminato, ci siamo rivolti a sei aziende attive nel settore del software gestionale: si tratta di Alfacon, EdiSoftware, Gruppo Formula, Gruppo Pro, Sinfo Pragma e Ssa Global. Anche queste società vedono il 2003 come un anno di crisi, in cui la congiuntura economica negativa ha influenzato le scelte delle imprese italiane, diventate più attente al controllo delle spese e degli investimenti. Eppure, nonostante questa realtà, qualcosa sta cambiando. La domanda degli utenti (Pmi comprese) è mutata, l’atteggiamento dei clienti si è evoluto e i vendor devono tenerne conto. Così il 2004 potrà riservare anche qualche sorpresa.

La domanda degli utenti, nell’anno appena trascorso, è cambiata. Su questa affermazione tutti gli intervistati sono concordi. I mutamenti sono influenzati dalla crescita della competenza degli utenti, che chiedono soluzioni sempre più evolute e personalizzate, senza perdere di vista però anche il fattore ritorno dell’investimento in tempi rapidi. Questa tendenza si è manifestata soprattutto nelle Pmi, che hanno dimostrato più vivacità delle grandi aziende. “Il mercato Erp ? spiega Alessandro Carluccio, marketing manager di Gruppo Pro – così come è stato concepito negli anni 90 è cambiato radicalmente, più che di crisi o flessione è giusto parlare di evoluzione”. “Il mercato è più consapevole e maturo”, commenta Emilio Magni, marketing director South queste necessità sono evidenziate solo quando a esse si possano collegare risparmi evidenti e ben calcolabili”.

Quali altri fattori hanno determinato un cambiamento della domanda? La congiuntura economica negativa ha condizionato le scelte delle aziende. La maggiore competenza degli utenti unita alla diffusione di soluzioni più adattabili ai processi aziendali hanno fatto il resto. “È stata la congiuntura generale a determinare cambiamenti: moltissime Pmi operano sulla base di decisioni prese ‘a vista’, a volte anche al di fuori di una visione strategica definita”, afferma Chili di Gruppo Formula. “Questo perché si sentono in balia degli eventi, sempre più incerti e imprevedibili, più delle aziende di grandi dimensioni”. “Nel 2001-2002 ? spiega Pomi di Sinfo Pragma – la flessione degli investimenti nel segmento del software era stata attribuita al processo di sostituzione realizzato per adeguare le proprie applicazioni alle questioni anno 2000 ed euro. Superato questo momento, però, i segnali di ripresa hanno continuato a essere negativi. Questo perché le aziende italiane, come del resto quelle europee, fronteggiano uno dei momenti meno felici degli ultimi decenni. La concorrenza sui prezzi e un perdurante rallentamento della domanda continuava a produrre una contrazione dei ricavi. Il risultato netto è un abbattimento significativo degli utili operativi, che ha messo in discussione la sopravvivenza stessa di alcune imprese”. “La congiuntura economica negativa ha diminuito la propensione alla spesa delle aziende e le ha indotte a massimizzare gli investimenti già sostenuti nel periodo dell’adeguamento all’euro”, ammette Peghini di EdiSoftware. “La crisi economica mondiale ha ridotto gli investimenti It da parte delle aziende ? dice Carluccio di Gruppo Pro – ma l’aspetto più importante è che sono cambiate le esigenze e le conseguenti richieste, come confermano i trend di vendita dell’ultimo trimestre 2003, che fanno registrare numeri tutt’altro che da mercato in crisi. Sono però risultati della vendita di un mix prodotti completamente rivoluzionato”. “Il 2003 ? commenta Magni di Ssa Global – è stato caratterizzato da due fenomeni: da una parte una stagnazione della domanda a causa di un’economia ferma, dall’altra una maggiore consapevolezza degli utenti verso le soluzioni software.”. “L’elemento di adattabilità delle soluzioni ai processi aziendali è quello che meglio corrisponde al cambiamento della domanda” dichiara Degano di Alfacon. “Si è passati dal concetto dell’azienda che si deve adattare alla soluzione, alla soluzione che si deve adattare all’azienda, senza necessità di ricorrere a pesanti interventi di personalizzazione sui programmi, ma privilegiando applicativi aperti e configurabili in grado di assicurare l’evoluzione anche degli elementi personalizzati contestualmente alle nuove versioni di prodotto”.

Se, come abbiamo visto, il ritorno dell’investimento in tempi brevi è un fattore cui le Pmi prestano sempre più attenzione, c’è stata nel 2003 la tendenza a un maggior controllo sulle spese e sugli investimenti rispetto al passato? A quanto pare sembra di sì. “C’è stata una contrazione degli investimenti destinati ai sistemi informativi e, in particolare, al software”, commenta Pomi di Sinfo Pragma. “A livello nazionale, dicono le statistiche, ha riguardato circa il 30% delle Pmi, che nel 2003 hanno investito decisamente meno rispetto al 2002, anno già critico per l’Ict. Il 45% circa delle Pmi nel 2003 ha investito, invece, in misura più o meno uguale rispetto all’anno precedente”. “C’è più attenzione agli investimenti da realizzare e le aziende lasciano spazio solo a quelli davvero indispensabili”, spiega Peghini di Edisoftware. “Rispetto a qualche anno fa, le imprese preferiscono implementare progetti su misura, con feed-back ottenibili nel breve periodo e ritorni subito misurabili”. “Il panorama attuale ha indotto atteggiamenti più cauti nelle decisioni di spesa”, sostiene Chili di Gruppo Formula. “Le Pmi sanno che le condizioni di business e quelle di supporto tecnologico potrebbero variare anche sensibilmente nel breve periodo, per cui operano in una logica difensiva, diciamo quasi ‘a vista'”. “Il 2003 è stato un anno difficile per l’Information techology ? dice Degano di Alfacon- uno dei settori che meno hanno risentito della crisi It è quello dei gestionali. Investimenti quindi ne sono stati fatti, ma con attenzione; sono state privilegiate quelle spese in cui il valore del ritorno dell’investimento era verificabile, investimenti in grado di rendere le aziende adattabili alle evoluzioni del proprio business, in particolare nella capacità di integrare, tramite le soluzioni gestionali, fornitori e clienti, consentendo l’accesso ai dati aziendali con le opportune configurazioni, attraverso il Web”. “Le Pmi ? chiarisce Carluccio di Gruppo Pro – sono sempre più orientate a investimenti It per ottimizzare i processi di business, sfruttare e razionalizzare le informazioni non strutturate”. “Oggi si parla sempre più di investimenti e non di spese”, precisa Magni di Ssa Global. “Investimento significa che, a fronte di una spesa certa, ci deve essere un ritorno sia in termini economici sia in termini di tempo dell’impresa”.

Ma a questo punto, se sono mutate le esigenze degli utenti, qual è stata la risposta delle aziende produttrici ai cambiamenti di tendenza che si sono verificati? “La parola d’ordine è stata investimento, dichiara Degano di Alfacon. Abbiamo utilizzato tutte le risorse finanziarie possibili nella ricerca delle risposte alle domande degli utenti. Siamo convinti di aver individuato il giusto equilibrio tra esigenza funzionale e tecnologia in un prodotto, UP!Userportal, che ha la completezza applicativa dei più blasonati Erp, che fa della configurabilità e adattabilità il suo motivo conduttore, utilizzando le ultime tecnologie disponibili; un prodotto giovane che potrà garantire evoluzione e adattabilità al mutare delle esigenze dell’azienda utente”. “EdiSoftware ha potenziato le attività di consulenza e incrementato le funzionalità legate a personalizzazione e sicurezza”, spiega Peghini di EdiSoftware. “Inoltre abbiamo approfondito alcune aree funzionali, come quella della produzione, per rispondere meglio alle esigenze delle aziende del ramo manifatturiero. Infine, EdiSoftware ha investito risorse sulla nuova piattaforma di sviluppo Microsoft.Net presentando a Smau2003 il nuovo prodotto Info.net, un portale aziendale che consente all’azienda di rendere disponibili i propri dati agli interlocutori esterni (come agenti, fornitori, terzisti?) attraverso Internet e la posta elettronica”. “Oggi il ruolo del fornitore del sistema Erp ? ammette Chili di Gruppo Formula – è quello di fornire sistemi sempre più aperti e flessibili, adatti a modellarsi sulle esigenze variabili di business, e soprattutto adatti a difendere l’investimento realizzato in presenza di forti perturbazioni esterne. Il fatto che, per esempio, la nostra piattaforma Diap@son possa essere fruibile sia in modalità client/server sia in modalità Internet, garantisce all’azienda di poter usufruire del sistema in svariati modi, indipendentemente dalle evoluzioni tecnologiche che si verificheranno. Per rivolgersi più facilmente al segmento inferiore del mercato, Gruppo Formula si avvale di partner territoriali capaci di una vicinanza anche fisica al cliente e di una flessibilità che li porta a essere più facilmente partner anche delle aziende di piccole dimensioni. Non è vero che le Pmi abbiano esigenze strutturalmente più semplici delle aziende medio-grandi. A nostro avviso questa è un’illusione, quindi abbiamo intrapreso una strada diversa, profilando il nostro prodotto sul mercato Pmi, dove serve, è vero, tutta la complessità e la ricchezza funzionale, ma forse non tutta da subito. Per le Pmi questa ricchezza non è stata sottratta, ma è stata resa disponibile ‘on demand’, cioè quando serve. È presente, ma è nascosta, e si può decidere di utilizzarla al momento opportuno”. Gruppo Pro ha investito molto in ricerca e sviluppo. “La nostra attenzione ? dice Carluccio – si è concentrata nello sviluppo di applicazioni a forte impatto sui processi di business; in questo nuovo paradigma, in cui gli aspetti della produttività cedono il passo a quello della redditività, o meglio a quello del controllo dei costi, le aziende sono sempre più orientate alla ricerca di soluzioni in grado di supportare la gestione delle informazioni commerciali e di marketing”. “Nel 2003 ? afferma Pomi – noi di Sinfo Pragma ci siamo focalizzati, da un lato, verso l’integrazione dei nostri sistemi con soluzioni per il controllo di gestione e la Business intelligence sempre più evoluti e di facile utilizzo; dall’altro, verso lo sviluppo di soluzioni gestionali per i mercati verticali, in grado di rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze specifiche di ciascun settore”. “Abbiamo proposto strumenti per definire tutto l’iter del progetto per determinare a priori tutti gli step ed eliminare ogni tipo di sorpresa”, chiarisce Magni di Ssa Global. “Abbiamo organizzato le nostre proposte per ogni tipo di settore produttivo: diamo quindi all’azienda una soluzione pensata per le sue esigenze e per le sue problematiche. Infine, siamo in grado di portare esperienze concrete di casi di successo proprio nel settore di riferimento”.

E per concludere, quali sono le aree su cui le aziende intervenute si concentreranno maggiormente nel 2004? Le risposte variano, ma per tutte le società l’anno da poco iniziato sarà all’insegna del dinamismo. Sul versante dei prodotti, l’intenzione è quella di ottimizzare quanto è stato realizzato, ampliandone le possibilità per soddisfare meglio le esigenze delle imprese clienti. L’interesse verso i mercati verticali, o, ancora, una maggiore attenzione a soluzioni specifiche per migliorare il rapporto con fornitori, clienti e partner, sono tra le tematiche in primo piano. L’instaurazione di alleanze con società specializzate in soluzioni complementari alle proprie, inoltre, potrà rivelarsi una scelta vincente. Sul versante commerciale, infine, potrà essere strategico il potenziamento delle attività a sostegno del canale indiretto. “Punteremo da un lato all’ottimizzazione di quanto fin qui prodotto, dall’altro all’evoluzione verso mercati verticali con funzionalità specifiche e modelli di integrazione”, prevede Degano di Alfacon. “Per quanto concerne i rapporti di partnership, coinvolgeremo sempre più i nostri rivenditori nella crescita funzionale di UP!Userportal, con politiche commerciali flessibili, chiare e adatte alla piccola e media impresa”. “Dal punto di vista dei prodotti, EdiSoftware continuerà a impegnarsi su due fronti: incrementare le funzionalità dei suoi gestionali per le Pmi (Onda2001 e Oceano) e ampliare le potenzialità di Info.net per dare alle imprese clienti più opportunità legate al concetto di azienda estesa e di condivisione del patrimonio informativo”, precisa Peghini. “Sul versante delle politiche commerciali, EdiSoftware aumenterà le attività a sostegno del canale indiretto, che è sempre stato e rimarrà il fulcro centrale delle proprie strategie commerciali”. “Con la nuova versione 6.0 di Diap@son Formula vuole proseguire sulla strada che porta al pieno supporto alla ‘Real Time Company’, con la copertura a 360 gradi delle necessità gestionali dentro le aziende e nei legami sempre più stretti che queste stabiliscono con clienti, agenti e fornitori”, dice Chili di Gruppo Formula. “Per mantenere il ruolo di fornitore potenzialmente ‘globale’, occorre poter integrare la propria offerta con prodotti specializzati nelle aree applicative in cui non si intende investire direttamente: e questo è quanto si è cominciato a fare e si proseguirà nei prossimi anni. Fanno parte di questa strategia le alleanze con Broadvision (Corporate Portal), e con Novell (Eai) per quanto attiene alle integrazioni architetturali. Le integrazioni applicative riguardano invece Cybertec (Aps a capacità finita) per gestire in Diap@son Managing resource planning (Mrp) e schedulazione di produzione a capacità finita come un unico processo, Tools (Demand Planning), Ib Informatica (manutenzione programmata). La costruzione di questa rete di alleanze e partnership ha una valenza che va oltre la tattica: infatti, quando il partner non è intenzionato a erogare direttamente servizi, può dare a Formula la possibilità di farlo, e questo costituisce un’opportunità di ampliamento dello spettro dei servizi sul cliente, proteggendo inoltre le tariffe attraverso la specializzazione del prodotto e delle competenze”. “Gruppo Pro ? afferma Carluccio – ha sempre cercato di interpretare le necessità del mercato, evitando di limitare le potenzialità della sua offerta con pacchettizzazioni poco aderenti alle esigenze dei clienti. Mantenendo fede a questa filosofia, il 2004 ci vedrà impegnati a realizzare progetti riguardanti l’apertura dell’azienda verso l’esterno, la gestione delle informazioni non strutturate, la distribuzione e la diffusione della conoscenza, la gestione delle informazioni di business”. “Nel 2004 ? chiarisce Pomi di Sinfo Pragma – continueremo a seguire il mercato delle imprese di fascia alta, già sufficientemente informatizzate e organizzate, attraverso la fornitura di soluzioni soprattutto custom e servizi evoluti, per gestire insieme progetti in direzione del supply chain management e di e-business. Per le aziende di fascia inferiore, continueremo a proporre soluzioni Erp complete, verticalizzate e integrate con sistemi di business intelligence, con sistemi di sales force automation e di archiviazione ottica dei documenti”. “Il 2004 ? conclude Magni di Ssa Global – ci vedrà ancora più impegnati di prima nel proporre al mercato soluzioni che abbiano valore per i nostri clienti, che siano all’altezza delle loro aspettative, che rappresentino investimenti di successo, sempre più aderenti alle necessità di ogni tipologia di azienda”.

Autore: ITespresso
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