Il mercato della cyber sicurezza è a rischio balcanizzazione

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Il mercato della cyber sicurezza rischia la balcanizzazione
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Si profila uno scenario di frammentazione del mercato della cyber sicurezza, un settore che vale oltre 70 miliardi di dollari

L’enciclopedia online Wikipedia e Amnesty international denunciano NSA, portando l’agenzia di spionaggio americana alla Corte federale del Maryland. L’enciclopedia libera punta il dito contro Nsa e Dipartimento di giustizia, per aver spiato cittadini americani che effettuavano ricerche sul sito. Il monitoraggio avrebbe avuto lo scopo di individuare sospetti di terrorismo o di criminalità.

Le rivelazioni di Edward Snowden sulla cyber sorveglianza di massa dei dati che fluiscono attraverso le reti, sono al centro del caso NSA. Uno scandalo che, secondo l’esperto di sicurezza Eugene Kaspersky, sta provocando un grave danno al mercato della cyber sicurezza: la frammentazione di un’industria che vale 71 miliardi di dollari. Il mercato della cyber sicurezza rischia la balcanizzazione lungo linee geopolitiche.

Il mercato della cyber sicurezza rischia la balcanizzazione
Il mercato della cyber sicurezza rischia la balcanizzazione

Secondo un accurato report di Reuters, Kaspersky Lab è accusata di aver esitato ad attribuire attività di hacking alla Russia, ma Eugene Kaspersky (ex scuola Kgb) attribuisce il ritardo solo a un errore: “Non si può essere campioni in tutto“. Invece, CrowdStrike e FireEye, sempre pronte a puntare il dito contro Russia e Cina, rifuggono dall’idea di accusare lo spionaggio americano.

La scoperta di programmi di sorveglianza di massa e cyber attacchi sponsorizzati dai governi, ha esacerbato il clima. >White Opslancia l’allarme: “Alcune aziende ritengono che dobbiamo fermare tutti gli hacker, altre dicono che dovremmo bloccare solo gli hacker altrui“.

Oggi le aziende di sicurezza tendono a specializzarsi in alcune aree: il software Kaspersky è molto venduto in Iran e Russia; CrowdStrike non vende servizi in Russia o Cina; FireEye evita Cina e Afghanistan, ma ha clienti russi.

Tuttavia, specializzarsi troppo in un’unica regione, genera la balcanizzazione e potrebbe rivelarsi un errore: gli esperti di sicurezza rischiano di perdere di vista attacchi che avvengono altrove. Potrebbero perdere di vista la visione globale della Sicurezza IT.

Il Presidente USA Barack Obama, nel suo piano per la cyber sicurezza, vuole che settore pubblico e privato lavorino fianco a fianco, condividendo più informazioni.

Ma l’esperto di crittografia Bruce Schneier, a capo di Resilient Systems, teme un conflitto di interessi. E lancia una povocazione: “Non mi stupirei che NSA andasse da Symantec e McAfee, chiedendo loro di non rivelare qualcosa“. Symantec e Intel, che acquisì McAfee nel 2011, respingono le insinuazioni: niente di tutto ciò, è mai successo.

Symantec, anzi, ha assunto un ruolo critico, supportando le scoperte su Stuxnet ad opera di Kaspersky Lab. Vikram Thakur, rincipal Security Response Manager di Symantec, afferma: “Siamo agnostici quando si tratta di attribuire l’autore di un malware“.

Reuters si chiede se le agenzie di intelligence potrebbe corrompere i vendor di software di anti-virus, per spiare macchine nel mirino.
Mikko Hypponen di F-Secure lancia l’allarme: “I prodotti di sicurezza potrebbero diventare i principali vettori“.

Insomma, lo scenario della cyber-sicurezza non è mai stato tanto “liquido”, balcanizzato, frammentato. Ma l’economia globale dipende dalla sicurezza di Internet e nessuno vuole vivere in una “zona di guerra”, conclude Kaminsky White Ops.

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Autore: ITespresso
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