Il mercato è cambiato

Aziende

Secondo Sirmi, più che di Information & Communication Technology oggi è opportuno parlare di Digital Technology, un megablog dove convergono più poli tecnologici quali l’It, le Tlc ma anche il settore dell’entertainment e del positioning

Il mercato dell’Information & Communication Technology è cambiato. L’evoluzione dei prodotti tradizionalmente classificati come Ict, la convergenza tra loro e con componenti provenienti da mercati attigui, in particolare dal settore dell’elettronica di consumo, il mutamento dei modelli di acquisto dei clienti finali rientranti sia nell’utenza business, sia in quella consumer, rendono inattuale e riduttivo continuare a pensare in termini di mercato Ict, come se tutto fosse rimasto come una volta. Oggi l’industria dell’It propone apparati e software per la creazione, il trattamento e la gestione di informazioni e contenuti e i servizi di implementazione e gestione; il settore delle Tlc fornisce infrastrutture e servizi di erogazione di contenuti e applicazioni e diventa componente integrante dello scenario It. L’area dell’elettronica di consumo rende disponibili device di fruizione grazie a cui accedere a contenuti di diverso tipo, mentre l’industria dell’entertainment e quella dei media rendono disponibili contenuti digitali diffusivi e ad agevole accesso, che non troverebbero mercato senza una convergenza dell’industria Ict. Per questo, più che di mercato Ict è sempre più opportuno parlare di mercato della Digital Technology, fusione di più mercati, in cui sono compresi ogni tipo di prodotto e tecnologia digitale e qualsiasi servizio correlato, escludendo solo il settore dei media e del broadcasting, anch’esso in convergenza verso uno scenario unico. Sono queste alcune riflessioni emerse dalla ricerca “Società digitale e nuove prospettive per le terze parti dell’Ict”, realizzata di recente da Sirmi per Promotor International – Smau. Con l’Ict costituiscono il mercato della Digital Technology: il comparto Office segmentato in prodotti per scrittura, calcolo, copier ed Ecr (registratori di cassa); il segmento dell’entertainment che comprende periferiche multimediali, console videogiochi, videocamere e fotocamere digitali con relativi accessori per la registrazione di immagini, strumenti per la riproduzione audio (riproduttori Cd portatili, riproduttori file Mp3, Hi-Fi e audio), prodotti per la riproduzione video (come proiettori digitali, decoder Dtt, home theatre/home video, lettori Dvd, Tv plasma e Lcd, video recorder), contenuti (giochi per Pc e per console, Cd e Dvd di reference, educational, entertainment), supporti di registrazione (nastri, Cd, Dvd, cards), positioning (palmari dotati di funzioni di localizzazione, navigatori e sistemi Gps). La disponibilità di una pluralità di oggetti che, per i clienti, possono risultare intercambiabili o correlati in termini di funzioni d’uso, influisce sull’evoluzione delle attività di distribuzione e vendita. Anche se esistono differenze tra un mercato e l’altro, non sono tali da escludere la possibilità per distributori e operatori di canale di entrare e operare con profitto in più mercati o in mercati insoliti.

Nel mercato della Digital Technology il segmento delle telecomunicazioni ha avuto un peso del 58,6% nel 2004, cifra che, secondo le stime Sirmi, si posizionerà sul 58,9% entro la fine del 2005, per raggiungere la quota del 59,1% entro dicembre 2006. Il settore It, al secondo posto, ha rappresentato il 32,4% del mercato, quota in leggera discesa per la fine di quest’anno (31,3%), tendenza che si manifesterà anche l’anno prossimo quando costituirà il 30,5% del settore. Il segmento office, a quota 1,1% nel 2004, si assesterà, per il 2005 all’1,0%; questo valore si manterrà piuttosto stabile anche nei 12 mesi successivi. Sempre maggiore importanza assumerà, invece, l’en- tertainment: dall’8,0% del 2004, salirà all’8,8% nel 2005 per costituire, a fine 2006, il 9,4% del mercato. Il settore Tlc ha registrato, in Italia, un valore della spesa di 39,4 miliardi di euro, in crescita del 3,2% sul 2003. Nel 2005 salirà al 5,3%, a quota 41,46 miliardi, per arrivare a 43,34 nel 2006 (+ 4,5%). Tra le componenti di spesa, è il comparto delle telecomunicazioni mobili ad avere un andamento particolarmente positivo: (+7,3% nel 2004, +8,1% per il 2005). Per la telefonia fissa, invece, l’andamento è discontinuo: -0,3% nel 2004 e +2,6% nel 2005). Riguardo alle comunicazioni mobili, sono i servizi, soprattutto quelli a bassa complessità, usati dalla clientela consumer (Sms ed Mms), a trainare la spesa. In futuro, si prevede un maggior contributo del settore business, come conseguenza dello sviluppo di servizi innovativi su dispositivi mobili quali accesso alle risorse aziendali anche in modalità Wlan, accesso e interazione con le applicazioni residenti in sede, videoconferenza Wireless, business tv…). La spesa per apparati mobili, pur frenata dal rallentamento degli investimenti di Rete, è in crescita, con uno spostamento della domanda dai tradizionali Gsm ad apparati più evoluti (2,5 e 3G). Da ricordare, inoltre, l’ingresso sul mercato Umts da parte degli operatori che, a suo tempo, si sono aggiudicati la licenza, con quasi 7 milioni di telefoni Umts attivi a settembre 2005. Nella telefonia fissa, il recupero, rispetto alla concorrenza della telefonia mobile, giunge dai nuovi apparati cordless con funzioni analoghe a quelle dei cellulari. Gli operatori tendono a privilegiare l’ottimizzazione del network esistente, più che a realizzare nuovi investimenti infrastrutturali. Tra le tendenze che contraddistinguono questo settore rientrano anche: la transizione dall’Internet Dial Up alla connettività a banda larga Adsl, flat o a consumo; l’ampliamento della gamma di offerta e della domanda di collegamenti Adsl e di servizi broadband con accessi sempre più veloci; lo spostamento della domanda da linee dedicate e servizi Td tradizionali (X.25, Frame Relay) verso servizi Td innovativi (Xdsl, Atm, Ip, Vpn); la diffusione di offerte triple play (voci, dati, video) su Internet a banda larga e convergenza tra telecomunicazioni e contenuti Tv.

Il mercato It a quota 21,76 miliardi di euro nel 2004, in decremento dello 0,3% sull’anno precedente, ha iniziato a percorrere la strada della crescita: raggiungerà i 22,02 miliardi entro fine 2005 e arriverà a quota 22,32 per il dicembre 2006. I prodotti hardware hanno registrato una crescita significativa nel 2004 dopo un biennio di sensibile contrazione (+2,5% rispetto al 2003), superando gli 8 miliardi di euro e arrivando a rappresentare circa il 37% della spesa It nazionale. Per il 2005 ci si attende un ulteriore recupero, fino al +3,3% di crescita su base annua. Ci si attende una contrazione ulteriore per gli investimenti in sistemi proprietari e Unix, soprattutto a causa del consolidamento delle strutture informatiche, mentre sono previsti andamenti positivi per le componenti Pc, storage e networking. Tra i computer, sono i notebook a trainare il mercato; nel networking i risultati più brillanti riguarderanno gli apparati Vpn Security, VoIp, Wireless e gli apparati per utenza Soho e consumer. Crescerà lo storage, grazie alla maggiore disponibilità rispetto al passato di soluzioni complete hardware e software, richieste in seguito all’aumento di informazioni da gestire per una maggiore digitalizzazione dell’informazione, influenzata anche dalla recente normativa sul document management, che consente l’archiviazione elettronica sostitutiva dei documenti. La spesa per prodotti software ha raggiunto nel 2004 un valore di 3,5 miliardi di euro, in crescita dello 0,3% sull’anno precedente; per il 2005 si attende un aumento più deciso (+2,7%), che si manterrà costante anche nell’anno successivo. Traina il settore l’ambito middleware e tools in cui rientrano le categorie sicurezza (in prevalenza, anche in seguito a un’aumentata sensibilità degli utenti al tema), gestione documentale, knowledge management, database e tools per lo sviluppo applicativo. L’area dei servizi, che nel 2004 è ammontata a oltre 10 miliardi di euro e ha rappresentato con il 46,3% la quota più significativa sul totale della spesa It, ha avuto in realtà un andamento negativo (-2,8% nel 2004 rispetto al 2003 e -1,1% atteso nel 2005) derivante dal rallentamento della spesa per servizi di sviluppo dovuto all’assenza di progetti applicativi rilevanti e al freno degli investimenti da parte degli utenti business che hanno preferito sfruttare al meglio quanto già installato. La spesa per le componenti di offerta del mercato office è ammontata, nel 2004, a 713 milioni di euro e mantiene un andamento stabile. Gli elementi che contribuiscono a rendere poco dinamico questo mercato sono la maturità dei prodotti e la modesta innovazione tecnologica. L’unica componente in crescita è l’Ecr (registratori di cassa), in rapporto all’obbligo di sostituzione degli apparati obsoleti. Si punta su vere e proprie soluzioni, che consistono in registratori di cassa più evoluti, da arricchire con funzionalità aggiuntive, che spaziano dalla gestione integrata delle disponibilità di magazzino alla prenotazione online tramite connessione a Internet e touch screen.

Il settore entertainment e positioning, orientato al consumer, è il più effervescente. La spesa totale di questo comparto, nel 2004, è ammontata a 5,39 miliardi di euro, in aumento del 15,9% sul 2003 e con una previsione di ulteriore crescita del 15,2% per il 2005. Le componenti principali in termini di quota sul totale sono state: registrazione immagine (24,1%), riproduzione video (23,1%), contenuti (16,4%) e positioning (15,2%). Proprio il positioning, il settore più nuovo e caratterizzato da un andamento positivo della spesa è in crescita del 28,6% nel 2004 rispetto al 2003 e del 23,2% atteso per il 2005. Il 92,5% circa è costituito da navigatori satellitari e sistemi Gps. “Il segmento consumer sta trainando il mercato e gli Italiani si affidano alla tecnologia per migliorare la qualità della loro vita – ha commentato Maurizio Cuzari, Amministratore Delegato Sirmi – a fronte di una situazione di convergenza, le terze parti devono innovare il loro modello di approccio al mercato, mentre i vendor devono realizzare innovazione di prodotto”. Dall’essere competitivi (dal proporre cioè prodotti meno costosi rispetto alla concorrenza) è opportuno diventare più vantaggiosi, dando risultati in linea con le aspettative e il valore percepito dal cliente. Nella domanda consumer prevalgono alcune particolarità, come la tendenza a privilegiare i prodotti e le soluzioni semplici rispetto a quelle complesse e la maggiore importanza alle caratteristiche emozionali più che a quelle tecniche; determinante è anche l’opportunità di assistenza pre e post vendita adeguata. Telefonia mobile ed entertainment sono i settori del mercato della digital technology in cui il peso del consumer è più forte.

Il modello di go to market tradizionale dell’Ict, schematizzabile su tre livelli (vendite dirette dai vendor ai clienti finali; vendite a terze parti qualificate – first tier – che realizzano soluzioni – system integrator e Var – o servono anche per volumi determinati segmenti di mercato, soprattutto le grandi imprese – corporate reseller – e il mercato consumer tramite Gdo e Gds; vendite a distributori) alla luce dell’evoluzione del mercato, non muta la propria struttura di base. A variare sono piuttosto le quote di prodotto che seguono un percorso rispetto a un altro. Nel mercato della Digital Technology potrà esserci spazio per tutti i tipi di operatori, distributori e rivenditori purché ciascuno di essi sia in grado di fornire valore alla propria clientela di riferimento, mutando anche, in rapporto all’evolversi del mercato, le strategie di approccio commerciale, marketing e di servizio, di offerta e di tipologia di servizi che l’evoluzione dello scenario impone. Il cambiamento dei modelli di acquisto dei clienti, soprattutto consumer, è all’origine di un circolo virtuoso che induce gli intermediari commerciali a variare il proprio tipo di offerta introducendo diversificazioni nel modello di acquisto. Questo dà luogo a un contesto competitivo rinnovato caratterizzato dalla preferenza dei consumatori e clienti microbusiness per le grandi superfici commerciali, in diretta competizione con i punti vendita di prossimità, in ragione di un presunto vantaggio economico, di una maggiore ampiezza e profondità di gamma e di un approccio one stop shopping atipico, che raggruppa la spesa di casa e l’acquisto di prodotti Digital Technology. Per restare competitive, in questo scenario, le terze parti devono dedicare alle attività di approvvigionamento un’attenzione crescente. Strategico sarà ricercare le migliori condizioni di acquisto, contenere i rischi derivanti dall’obsolescenza del prodotto (sempre più rapida) per esempio riducendo al minimo i magazzini e minimizzando anche l’immobilizzo di capitali. Importante sarà anche tentare di comprimere i costi indiretti (come i costi amministrativi, di trasporto e immagazzinaggio) e di renderli più flessibili. Per seguire i comportamenti d’acquisto dei propri clienti, ciascun operatore può allargare la propria offerta con oggetti di altre categorie e nuovi servizi. Quanti si rivolgono a una clientela business devono imparare a essere consulenti del cliente in termini di attività, processi e idee che riguardano il suo business e non solo per l’implementazione di infrastrutture tecnologiche; in periodi di rallentamento del proprio mercato tradizionale sarà necessario identificare aree dinamiche strategiche.

Autore: ITespresso
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