Il mercato italiano dellinformatica e delle telecomunicazioni perde colpi

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Assinform – Associazione Nazionale Produttori Tecnologie e Servizi per lInformazione e la Comunicazione – ha comunicato i dati relativi allandamento del mercato italiano dellICT nel 2002.

I dati presentati confermano, con ancora maggiore evidenza, la situazione che già nel settembre scorso aveva fatto lanciare lallarme dellAssociazione. Quello che per primi avevamo previsto, è purtroppo divenuto realtà a fine anno – ha esordito il Presidente di Assinform, Giulio Koch – Nel 2002, dopo anni di crescita sostenuta, la domanda aggregata di informatica e telecomunicazioni si è addirittura contratta, risultando pari a 60.206 milioni di Euro, contro i 60.503 del 2001. Si tratta di una contrazione contenuta (-0,5%), ma significativa. Essa infatti va raffrontata con la crescita dell8,3 %. Si tratta di una contrazione contenuta (-0,5%), ma significativa. Essa infatti va raffrontata con la crescita dell8,3 % del 2001 e del 12,8 % del 2000 e va interpretata alla luce della frenata di tutte e due le componenti del mercato telecomunicazioni e informatica. Le telecomunicazioni hanno generato nel 2002 un volume daffari pari a 40.170 milioni di Euro, in crescita di un risicato +0,4 % (contro l8,5 del 2001 e il 12,9 del 2000). Linformatica si è attestata a quota 20.036 milioni, con una regressione del -2,2 per cento (contro una crescita dell8 % nel 2001 e del 12,6 nel 2000). Il 2002 – ha precisato Koch – ha visto esaurirsi un ciclo di sviluppo importante, che aveva permesso al nostro Paese di recuperare, almeno parzialmente, i ritardi accumulati negli anni precedenti. Dal 2002 il mercato italiano dellICT non fa più eccezione in Europa (-0,4%). Accusa i colpi di un quadro macroeconomico stagnante, che induce le imprese a contenere gli investimenti in informatica; e questo mentre viene a mancare leffetto-volano dei grandi investimenti in infrastrutture di telecomunicazione e mentre anche la telefonia mobile mostra segni di maturazione. A tale frenata hanno contribuito anche le mancate spinte, attese dai programmi di Governo – ha aggiunto Koch – La Legge Finanziaria, come da noi denunciato in autunno, lascia pochi spazi agli investimenti ICT, introducendo viceversa una ferma volontà di razionalizzazione, soprattutto nel settore pubblico, senza la necessaria selettività delle spese da tagliare, a scapito dellefficienza del sistema. Il problema supera gli interessi del settore – ha concluso Koch – e va affrontato a tutti i livelli istituzionale, perché gli investimenti ICT sono necessari per tener fede allimpegno di innovare e creare posti di lavoro; e imprenditoriale, perché non cè futuro per le imprese che esitano ad investire in risorse essenziali per la loro crescita. Lingresso in un nuovo ciclo, denso di incertezze, non è avvenuto in modo brusco. I tassi di crescita hanno cominciato a flettere sin dal primo semestre del 2001, confermando anche il cambiamento delle forze che determinano landamento dei mercati. – ha commentato Giancarlo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, la società di ricerca che collabora con Assinform al monitoraggio del mercato ICT – La spesa in informatica è rientrata nellambito dei trend che governano le dinamiche degli investimenti strumentali; quella in telecomunicazioni, che interessa oramai 40 milioni di utenti, è entrata nelle dinamiche proprie dei mercati di massa. Nei prossimi anni la crescita del mercato ICT sarà funzione sempre più stretta del quadro congiunturale e della capacità, nellambito delle telecomunicazioni, di introdurre novità significative sul fronte dei servizi.

Autore: ITespresso
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