Il mercato smartphone evolve: Lenovo acquisisce Motorola Mobility

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Lenovo ha acquisito Motorola Mobility
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In pochi giorni Lenovo è diventato l’asso pigliatutto: dopo essersi aggiudicato i server di fascia bassa di Ibm, il primo vendor del mercato Pc ha acquisito Motorola Mobility per 2.91 miliardi di dollari (contro i 12,5 miliardi di dollari sborsati da Google nel 2012). Mentre il mercato Pc crolla del 10%, Lenovo si rifocalizza su segmenti in crescita, come server e Mobile. Del resto, il mercato smartphone ha raggiunto il primo miliardo di unità vendute. Un mercato che appare in rapida evoluzione, mentre Microsoft sta per chiudere l’acquisizione di Nokia. E il Ceo di Google Larry Page dice, a sorpresa, di voler rifocalizzarsi sul software. A sorridere è Samsung, primo vendor del mercato smartphone, fresca dell’accordo di licenza con Google, mentre Lenovo guarda avanti, pronta a sparigliare le carte del mercato smartphone, dopo la scalata compiuta nel mercato Pc. Cone questa acquisizione, Lenovo diventa il terzo vendor del mercato smartphone

Google vende Motorola Mobility a Lenovo per 2.91 miliardi di dollari. Lenovo, che solo un anno fa al WEF di Davos si diceva interessata ai Blackberry, all’improvviso vira su un brand iconico come Motorola, pioniere del mercato dei cellulari, e ritenta nel mercato smartphone quella scalata che ha fatto nel mercato Pc, a partire dall’acquisizione dei Pc di Ibm nel 2005. Oggi Lenovo è il primo vendor del mercato dei personal computer. E se si collocava ieri solo al quinto posto del mercato smartphone, oggi Lenovo, acquisendo Motorola, diventa il terzo vendor del mercato smartphone: il vendor cinese ne sa una più del diavolo quando s’impegna in una scalata. Samsung è avvisata. Lenovo non acquista tanto un brand, seppur prestigoso, quanto expertise e portafoglio prodotti, per rilanciarsi con una propria strategia Mobile.

Motorola aveva lanciato il Moto X, uno smartphone di fascia alta, personalizzabile in differenti colori e cover, oltre al modello low-cost Moto G: ma Motorola Mobility continuava a registrare perdite. In rosso per 248 milioni di dollari, Motorola Mobility stava aumentando le perdite. Inoltre Google, dopo l’acquisizione di Motorola, comprata per 12,5 miliardi di dollari, aveva dovuto affrontare crescenti tensioni con Samsung, primo vendor del mercato smartphone e traino di Android nel Mobile.

Il titolo di Google è balzato del 2.6% a 1.136 dollari. Il Ceo Larry Page ha dichiarato che Google preferisce focalizzarsi solo sul software e i servizi invece che sui dispositivi. Che è un’affermazione curiosa, proprio mentre Google sta per lanciare l’hardware dei Google Glass, e dopo il debutto di Chromecast nella WebTv e l’acquisizione di Nest Labs nella domotica.

Lenovo, da parte sua, non è affatto un “alieno” nel mercato smartphone: è il quinto vendor del mercato smartphone globale, in crescita, soprattutto in Cina, dove mette bastoni fra le ruote perfino ad Apple; inoltre al CES 2014 di Las Vegas il vendor cinese ha svelato Vibe Z, uno smartphone LTE ultrasottile, schermo IPS da 5.5 pollici, full HD (con risoluzione 1920×1080 pari a 400 PPI), processore quad-core Qualcomm Snapdragon 800, 2GB di RAM e fotocamera da 13 megapixel. Il tutto è racchiuso in un corpo in silver o titanio,  lavorato al laser nel retro della cover.

Ma Google spariglia le carte: cede gli smartphone a Lenovo, e dice di voler pensare solo al software. E, per ora, a tranquillizzarsi è proprio Samsung, fresca di un accordo di licenza con Google: se il motore di ricerca vuole solo focalizzarsi sul software, si aprono praterie anche nel mercato degli smart glass e degli smartwatch. Invece, l’improvvisa inversione a U di Google potrebbe mettere una pulce nell’orecchio di Microsoft, che sta per chiudere un accordo da oltre 7 miliardi con Nokia, per spingere Windows Phone, mentre si sta trasformando da “colosso del software” ad azienda di dispositivi e servizi (e software). Ma forse, Microsoft, a differenza di Google, non aveva altra scelta.

Del resto, questo è il decennio di Android, che domina nel mercato Mobile con circa il 70-80 per cento di market share, mentre iOS è in calo (Windows Phone in crescita). Ora, a Microsoft converrà accelerare con gli accordi con i vendor per spingere Windows Phone almeno sopra il 10% di market share. L’accelerazione è in atto: ad imprimerla sono Google, lato software, e Lenovo, sul versante hardware. Dove Lenovo ripeterà la strategia applicata, con granxe successo nel mercato smartphone, creando ThinkPad business-centrici ed IdeaPad orientati al consumer. E il mercato smartphone, dopo aver superato il giro di boa del primo miliardo di smartphone venduti, è vero che vede lo scettro nelle mani di Samsung, ma in futuro, chissà. La Cina incalza, e Lenovo corre.

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Autore: ITespresso
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