Il Ministro Gasparri ha presentato il Comitato di Garanzia del Codice di Autoregolamentazione Internet e Minori

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Intervenuto alla cerimonia di insediamento del Comitato, il Ministro ha
illustrato le linee guida del programma di tutela e salvaguardia dei
minori dai rischi connessi con l’utilizzo improprio di internet.

”Con il Comitato ‘Internet@Minori’ tentiamo di ridurre i rischi. Vogliamo promuovere il codice di autoregolamentazione, che serve a introdurre norme di salvaguardia. Finora c’erano solo delle regole protocollari, adesso interveniamo sul settore”. Con queste parole Maurizio Gasparri, ha presentato il comitato di garanzia che si occuperà di far applicare il Codice di autoregolamentazione ‘Internet e Minori’, come comunica una nota del Ministero per le Comunicazioni. Come spiega il Ministro ”Ci sono una serie di regole che devono essere rispettate dai gestori dei siti e dai provider che abbiamo coinvolto direttamente per responsabilizzarli”. Secondo Gasparri, prosegue la nota, su tutti i siti ”dovrebbero esserci delle istruzioni accettate dai provider nel tentativo di ridurre i rischi e impedire anche l’accesso a siti inopportuni per i minori”. Il ministro, ha aggiunto di che sarebbe ”velleitario se annunciassi che questa è la soluzione dei rischi, ma il codice è un atto di politica complessiva che stiamo seguendo”. E prosegue: questo comitato non è ”un tribunale. Per le attività illegali ci sono le forze dell’ordine. Le attività di controllo possono imbattersi in fenomeni di questo tipo che vanno segnalati alle autorità”’. Per Gasparri è vero che ”bisogna rafforzare i meccanismi di salvaguardia, ma in questo caso diventa anche fondamentale il ruolo della famiglia. Un genitore dovrà sempre stare attento quando il bambini naviga su Internet”. Danilo Bruschi, il presidente del Comitato vuole rivolgersi proprio alle famiglie. Dopo aver definito il regolamento, ”prima tra le attività che dovremo fare”, Bruschi chiede al Comitato di ”fare promozione culturale. I bambini sono una generazione attiva su Internet – spiega – mentre quella dei genitori è una generazione che non riesce a stare attenta ai figli”. Per questo, sottolinea Bruschi, ”dobbiamo aiutarli ad avvicinarsi ai loro ragazzi. I problemi sono legati all’uso di Internet”.

Autore: ITespresso
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