Il mondo wireless in cerca di nuovi assetti.

Management

Al 3Gsm World Congress di Cannes sono stati svelati piani di mercato,
tecnologie e nuovi modelli.

Cresce l’attenzione per l’utenza Business Ci sono oltre un miliardo di telefonini nel mondo. I costruttori di terminali, gli operatori e le società che sviluppano software, servizi e contenuti tornano a sorridere. Lo fanno lungo la Croisette di Cannes e graziati da un sole straordinariamente luminoso. È tornato l’ottimismo, lo dicono i numeri e il ritrovato entusiasmo delle aziende che hanno partecipato all’edizione 2004 del 3Gsm World Congress, ospitato, appunto, dalla cittadina della Costa azzurra. Non vanno confusi l’entusiasmo con l’euforia degli anni a cavallo del passaggio di millennio. Al contrario. Oggi l’entusiasmo va a braccetto con il pragmatismo e le due cose si traducono in mosse concrete, in annunci che sono, forse nemmeno troppo inaspettatamente, tesi più a comunicare strategie e accordi di partnership piuttosto che a svelare nuovi modelli e nuove tecnologie, che comunque ci sono: l’onda del 3g si fa consistente e le soluzioni per gli utenti professionali per una volta hanno messo in ombra il carrozzone fatto di video messaggini, suonerie polifoniche e servizi multimediali. Grandi manovre La grande sfida si fa sempre più definita, così come sempre più netti sembrano delinearsi i due blocchi che si contrappongono. La contesa è quella della piattaforma software: Symbian o Windows? I blocchi sono guidati, rispettivamente, da Nokia con il consorzio Symbian e da Microsoft con Motorola. Questi sono i pesi massimi, attorno a loro ruotano anche altri nomi del settore, grandi e piccoli, alcuni schierati, altri che insistono a proporsi come outsider, e non mancano nemmeno mal di pancia intestini tra i due blocchi. La visione Nokia… Jorma Ollila, ceo di Nokia, profetizza che il 2004 sarà l’anno degli smartphone: “Nei prossimi dodici mesi, assisteremo a un significativo spostamento verso i telefoni di nuova generazione, da parte di chi fino a oggi ha sviluppato applicazioni e contenuti per i computer palmari e i Pda (personal digital assistant, ndr)”. Tendenza figlia dell’impegno che costruttori di terminali e operatori hanno investito nel sostenere lo sviluppo delle reti di terza generazione, che consentono di tracciare i tre grandi filoni che sosterranno la crescita del settore: multimedialità, enterprise e, non c’è da stupirsi, la voce. Parlando di operatori Nokia gioca il suo primo asso: Arun Sarin, ceo di Vodafone (intervenuto proprio alla conferenza Nokia) che fa eco a Ollila sostenendo che il momento è di grande trasformazione per le comunicazioni mobili: “se nei pochi anni dal lancio del primo servizio di telefonia senza fili siamo riusciti a conquistare un miliardo di utenti in tutto il pianeta, non riesco nemmeno a immaginare cosa possa succedere nell’arco dei prossimi cinque o dieci anni grazie alle nuove opportunità offerte dal 3g “. Sarin porta l’esempio delle schede dati che consentono agli utenti di personal computer portatili di collegarsi a reti Umts e Gprs per accedere al Web, alla posta elettronica e alla rete aziendale. “Le data card sono il primo prodotto capace di rendere merito alle reali potenzialità del 3g. Le abbiamo lanciate simultaneamente in sette Paesi europei e sono già un successo”. Il ceo della società di telecomunicazioni mobili che più di tutte può vantare una presenza globale, anticipa che alle data card Umts seguiranno i terminali di terza generazione. Arriveranno in quantità già entro la seconda metà dell’anno, dice e afferma che Nokia e Vodafone collaborano attivamente allo sviluppo dei nuovi telefoni e che il 3g si traduce in nuove opportunità di mercato, nuova crescita dei fatturati, nuova generazione di servizi mobili e, soprattutto, in clienti più contenti. Il secondo asso nella manica di Ollila è Ibm. Le due società hanno siglato un accordo di collaborazione (non esclusivo) finalizzato allo sviluppo di soluzioni mobili volte a ridurre la distanza ancora esistente tra il mondo delle comunicazioni e quello dell’Information Technology. Per meglio definire la natura di questa collaborazione è necessario svelare il terzo asso del ceo finlandese: il nuovo Communicator 9500. L’evoluzione della famiglia dei Communicator, i terminali che Nokia ha realizzato pensando all’utenza business (e che i detrattori amavano definire il mainframe dei telefonini date le generose dimensioni), si rinnova sia dal punto di vista tecnologico, sia da quello estetico e funzionale. Sul Communicator 9500, che sarà venduto a circa 800 euro e che si basa sul sistema operativo Symbian Os, gireranno i software di Ibm Websphere Everyplace Access Client, Websphere Everyplace Connection Manager Client, Websphere Micro environment, Tivoli e Lotus Sametime Instant Messaging client for Nokia Communicator. Un pacchetto di applicazioni capace di soddisfare qualsiasi esigenza operativa degli utenti mobili e pienamente supportato da Ibm Global Service. Non poteva mancare naturalmente il poker. Ecco che Ollila cala quindi il quarto asso: Samsung. Asso che è frutto di un’altra delle novità del momento, il cosiddetto Push to talk over cellular (Poc). Una tecnologia che consente di utilizzare i telefonini come se fossero dei walkie-talkie, che permette quindi di attivare conversazioni telefoniche asincrone con uno o più interlocutori senza dover comporre il numero di telefono, ma, come dice il nome, semplicemente premendo un tasto. Il sistema Push to talk (Ptt in breve) è un’altra di quelle cose che promettono di rivoluzionare il modo nel quale usiamo i cellulari, resta da vedere come gli operatori decideranno di gestire questa ennesima declinazione della comunicazione mobile. Samsung ha annunciato che utilizzerà la tecnologia Poc di Nokia per integrare le funzionalità Ptt nei suoi terminali contribuendo così ad accelerarne il processo di diffusione. Da parte sua Nokia ha reso noto che con il 2005 l’intera gamma di terminali Gprs e Wcdma sarà dotata di Poc. Infine da Nokia arriva un’altra novità tecnologica denominata Visual Radio. Si tratta di un sistema che trasmette, unitamente a un broadcast radiofonico, una serie di informazioni multimediali che vengono visualizzate sullo schermo del terminale mobile. Informazioni divulgate direttamente dalla stazione radio e capaci di trasportare i contenuti più diversi. Una sorta di versione radiofonica del concetto di televisione digitale terrestre. … e quella di Motorola Il gigante statunitense torna a fare paura ai concorrenti. Almeno questo è il messaggio che Edward Zander, da nemmeno due mesi nuovo ceo di Motorola, ha voluto trasmettere: “abbiamo tutte le intenzioni di tornare a conquistare i mercati europei in modo deciso e con la forza della nostra capacità di innovare, sviluppare tecnologia e prodotti”. Zander disegna il profilo di Motorola mettendo in luce le quattro aree nelle quali la società si muove: le persone, le automobili, le imprese e la casa: “quattro aree nelle quali gli strumenti di comunicazione sono sempre più diffusi e sofisticati, e la comunicazione è nel Dna di Motorola”. È però Tom Lynch, presidente di Motorola Mobile, a svelare la strategia e i prodotti. Anche per l’azienda americana la tecnologia Push to talk rappresenta un cavallo di battaglia, in fondo fu proprio Motorola a inventare i walkie-talkie. Presentato il nuovo telefono Umts, l’E1000, il primo ad avere dimensioni simili a quelle di un tradizionale Gsm. Poi l’A1000, un piccolo e potentissimo Pda con funzioni di comunicazione e i rivoluzionari Mpx e Mpx100 basati sul sistema operativo Windows e destinati principalmente all’utenza business. In particolare l’Mpx presenta un innovativo ‘fattore forma’ perché in grado di schiudersi sia sul lato lungo per svelare una tastiera estesa, sia sul lato corto per assumere l’aspetto di un tradizionale telefono della tradizione “motoroliana”. “Prevediamo di presentare nuovi modelli ogni tre mesi a partire da oggi”, così Lynch conferma l’approccio determinato anticipato dal ceo. Non certo da meno Adrian Nemcek, presidente di Motorola infrastructure che offre un’anticipazione di quello che sarà il 4g. Una tecnologia denominata High speed downlink packet access (Hsdpa, ma bisognerà trovarle un nome più semplice e accattivante se si vorrà trasformarla in un successo) che consente di effettuare download di dati ad altissime velocità. “Già oggi integriamo la tecnologia Hsdpa in tutte le nostre stazioni base 3g – spiega Nemcek – e prevediamo che entro il 2005 sarà ampiamente disponibile”. Più o meno negli stessi temi si prevede anche l’arrivo delle soluzioni Ims, sigla che sta per Ip multimedia system capace di dare maggiore concretezza al concetto di interoperabilità tra reti e terminali diversi. Mike Zafirovski, presidente e Coo della società, conclude affermando che tutti gli indicatori danno l’economia in sicura ripresa e questo, insieme al salto generazionale del settore delle telecomunicazioni mobili, fa di questo momento un’occasione unica che Motorola intende sfruttare al massimo. A dare forza alle strategie di Motorola è Pieter Knook, senior vice president della mobile and embedded devices division di Microsoft. Knook ha sottolineato l’importanza strategica della collaborazione con Motorola soprattutto alla luce del rilascio dei due nuovi modelli Mpx e Mpx100, che fanno parte della serie denominata Motopro, basati su Windows Mobile e destinati agli utenti professionali. Il manager di Redmond ha anche reso noto che Telecom Italia mobile (Tim) ha in programma di distribuire smartphone basati su Windows Mobile a partire dalla prossima estate, si tratta sempre di soluzioni pensate soprattutto per il mercato business. Certo il compito di Microsoft e Motorola non è semplice. I sistemi con Windows Mobile venduti fino a oggi sono pochissimi se confrontati con quelli che adottano il sistema operativo Symbian (6,67 milioni nel 2003) e Motorola si trova nella condizione di dover recuperare terreno, in termini di quote di mercato, in Europa, il mercato che ancora resta quello più stimolante soprattutto in termini di evoluzione tecnologica e di servizi, ovvero di capacità di aumentare il famigerato Arpu, l’average revenue per user (fatturato medio per utente). “Per far crescere l’Arpu servono nuovi servizi, efficaci e intelligenti – sostiene Knook – ma serve anche saper creare sinergie con le funzionalità vocali. Se i servizi sono efficaci aumenterà il fatturato del traffico generato dai dati, e metterà gli utenti nella condizione di usare i loro terminali più spesso e meglio, quindi cresceranno anche i minuti di traffico voce. Per esempio, se nel nostro telefonino avessimo sempre memorizzato il database dei contatti e dei numeri telefonici, sincronizzandolo con quello che conserviamo nel computer nostro o della segretaria, avremmo più facilmente occasione di chiamare i nostri interlocutori”. I mal di pancia Se il mal di pancia di Motorola è causato dall’ansia di recuperare terreno in Europa, possibilmente sottraendolo al principale rivale Nokia, per i finlandesi il mal di pancia arriva invece dai soci in affari: i partner del consorzio Symbian. Il fatto è che Psion, una delle società fondatrici del consorzio, decide di abbandonare per concentrarsi sul business dei dispositivi per il riconoscimento del codice a barre. Nokia si offre di acquistare le quote di Psion nel consorzio pari al 31.1 per cento, che porterebbero Ollila e i suoi a controllare il 63.3 per cento di Symbian. Questo risultato è conseguenza anche del fatto che un anno fa fu Motorola a decidere di abbandonare il consorzio e vendette le sue quote a Psion e Nokia. Il veder salire così in alto la partecipazione di Nokia non ha fatto troppo felici gli altri soci: Ericsson, Panasonic, Samsung, Siemens e Sony Ericsson. Lo scenario è però tutt’altro che definito, come spiega David Levin ceo di Symbian: “Innanzi tutto la transazione è ancora lontana dall’essere completata: a metà marzo ci sarà l’eventuale approvazione da parte degli altri azionisti e quindi attenderemo quelle delle autorità antitrust, ciò significa che in ogni caso fino a maggio o giugno l’operazione non potrà essere conclusa e quindi, fino ad allora, non sapremo qualè l’effettiva quota di Symbian sotto il controllo di Nokia”. Ma ci si chiede: per gli altri soci non è un rischio troppo alto vedere il consorzio monopolizzato da Nokia? D’altra parte il successo è arrivato proprio perché si è lavorato in sinergia tra più aziende garantendo interoperabilità e una filosofia di sistema aperto da contrapporre a quello di Microsoft. Risponde Levin: “non credo che vi siano rischi. Fino a oggi Nokia si è comportata nel pieno rispetto degli altri azionisti, per avere l’effettivo controllo della società serve almeno il 70% delle quote e dal punto di vista operativo la nostra struttura non favorisce l’azionista principale. Abbiamo un consiglio operativo che è indipendente e un consiglio dei supervisori che invece è composto dai rappresentati delle aziende che aderiscono al consorzio. Questi due organismi si parlano solo attraverso il Ceo e il Cfo (Chief financial officer), cosa che garantisce una forte indipendenza”. Il Ceo, che afferma anche di essere contento della relazione con Motorola che, pur non essendo più socio, è rimasta licenziataria di Symbian Os, ricorda che nel 2003 sono stati venduti quasi 7 milioni di terminali con Symbian Os e che è stato superato il tetto delle duemila applicazioni disponibili per questa piattaforma, la maggior parte delle quali scritte con il liguaggio C++. Levin annuncia inoltre i piani per il 2004 che vedranno il lancio della versione 8.0 di Symbian Os (la 7.0 fu presentata lo scorso mese di aprile), l’arrivo di due nuovi licenziatari: la taiwanese Arima e la coreana Lg Electronics, il rilascio del Communicator 9500 di Nokia e del primo terminale Panasonic con Symbian Os, l’X700 che supporta anche il nuovo formato miniSd delle schedine di memoria flash. Emil Abirascid

Autore: ITespresso
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