Il P2p non danneggia troppo le major

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Il file sharing e il download illegale non sarebbero le cause del crollo del mercato discografico. Professori universitari statunitensi affossano le tesi della Riaa

Ci sono dieci download musicali per ogni perdita, o al massimo per ogni due, nel calo delle vendite nel mercato della musica. Il crollo delle vendite di Cd, legalmente acquistati, non sarebbe secondo questi studi da attribuire solo al peer to peer. Lo studio ha raccolto ricerche accademiche dal Texas a Harvard. I download gratuiti hanno minato in parte le vendite del settore, ma non le hanno affatto decimate, come invece sostiene la Riaa, che contro il P2p lancia crociate continue per deprimere il fenomeno del file sharing. I download sono uno specchio della popolarità di un brano musicale o di un cantante, ma più un brano è scambiato nelle reti del file sharing, e più risulta venduto in testa nelle classifiche. Infine dopo la crisi delle vendite dei Cd, dal 2004 il mercato dei Cd è in ripresa con un tasso del 10,2%: ma anche il peer to peer è in continua ascesa, e non accenna a diminuire, senza tuttavia interferire con il mercato legale. E accanto ad esso è in ascesa il mercato legale dei download dai jukebox ufficiali di muisica digitale (da iTunes a Msn Music, da Napster to go a molti altri). La musica digitale prosegue il suo cammino online, incurante di ciò che avviene offline, secondo gli studi degli accademici americani in disaccordo con la Riaa.

Autore: ITespresso
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