Il Partito dei Pirati vuole un seggio a Bruxelles per difendere i cyber-rights

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I sondaggi danno ragione al Pirate Party in Svezia: al Parlamento Europeo potrebbe arrivare un nuovo prototipo di politico, frutto della Rete e dell’attivismo digitale. Anche in Italia si presenta Alessandro Bottoni: il cyber-hacktivist con l’obiettivo di tutelare i Diritti digitali in Rete

Mentre per le prossime elezioni Europee, invece di parlare di banda larga e Digital Divide, in Italia tiene banco solo la vicenda del divorzio Lario-Berlusconi e di squallide storie di pseudo-veline e minorenni su Facebook, in ambito Ue la sfida per i seggi si combatte su ben altri più scottanti temi d’attualità.

Uno dei grandi fronti è quello aperto dal verdetto svedese che ha visto la condanna di Pirate Bay .

In Italia un candidato del Partito dei Pirati (Pirate Party) potrebbe arrivare addirittura su uno scranno di Bruxelles: e non si tratta di un velino, nè di altra sub-tipologia della Tv trash, bensì di un politico cyber-hacktivist ai tempi della Rete. “In Svezia, il Partito Pirata è la seconda formazione politica più popolare tra gli elettori con età compresa tra i 18 e i 30 anni e il quotidiano svedese DN.se prevede una percentuale di voti intorno al 5.1% alle prossime consultazioni elettorali, sufficiente per ottenere un seggio” spiega Gizmodo.

Alessandro Bottoni, 48 anni, tech writer che scrive su Punto Informatico, già segretario del Partito dei Pirati, è i l cyber-hacktivist che si presenta alle elezioni Europe con Sinistra e Libertà: con l’obiettivo di tutelare i Diritti digitali in Rete, quei cyber-rights ogni giorno schiacciati da molti Parlamenti nazionali oberati dal Cultural Divide e ignari dei problemi sul Divario digitale, che per esempio spacca in due l’Italia, ma anche sul downloading e sulle opportunità delle Creative Commons.

“E‘ ormai inevitabile– spiega Bottoni all’AdnKronosriconoscere al privato cittadino il diritto di creare copie di file multimediali, siano essi film o brani musicali, ed anche di distribuirle senza scopo di lucro“. Bottoni ha aderito anche alla campagna Caro Candidato di AsSoLi , che impegna il candidato a difendere e promuovere la cultura del software libero.

Alessandro Bottoni vuole infiltrarsi nei meandri della Ue come un hacker nei sistemi informatici, per capire cosa bolle nella pentola dei diritti digitali in ambito europeo. Farà campagna elettorale 2.0, tutta in Rete, ancora più di Obama, per cercare di portare il primo Hacker a Bruxelles.

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