Il personale ignora le regole per l’utilizzo della posta elettronica.

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Quasi la metà delle compagnie britanniche ha licenziato i dipendenti per abuso del web e dell’email.

Benché la maggior parte delle organizzazioni abbiano stabilito policy per controllare l’utilizzo di Internet e della posta elettronica, il personale è stato licenziato per l’uso scorretto di tali sistemi da quasi il 25% delle compagnie. Uno studio recente condotto su 316 compagnie dal Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) ha rilevato che il 94% delle organizzazioni ha implementato una policy per i propri staff, che stabilisce le linee guida per un utilizzo appropriato. Tuttavia, nonostante la diffusione di queste policy, quasi il 60% delle società ha riscontrato problemi a causa dell’uso scorretto di internet o dell’email da parte dei dipendenti. Nelle grandi organizzazioni la percentuale arriva fino al 73%. Delle 186 compagnie che hanno riferito problemi, il 42%, negli ultimi cinque anni ha licenziato il personale per uso scorretto dei sistemi e il 27% lo ha sospeso temporaneamente. L’85% ha intrapreso qualche forma di azione in termini di sospensione o licenziamento, in alcuni casi. I licenziamenti sono più comuni in seno alle grandi organizzazioni: metà degli intervistati, appartenenti a questa categoria, ha affermato di aver licenziato il personale per uso scorretto della rete o della posta. Lo studio segue la recente notizia secondo la quale British Telecom avrebbe licenziato 200 dipendenti negli ultimi 18 mesi per non aver rispettato le policy stabilite per l’uso dei sistemi di rete e di posta. Martino Corbelli, direttore marketing di SurfControl, specializzata in sistemi di filtraggio, ha fatto notare che avere in atto una policy del genere è solo il primo passo per combattere l’uso indiscriminato. «Le policy offrono una struttura e una base di supporto legale per i dipendenti, ma queste non arrestano l’occorrenza degli usi scorretti. Benché rivestano una certa importanza, le compagnie hanno necessità di qualcosa che» rafforzi le linee guida e protegga i dipendenti dai contenuti inappropriati». Corbelli suggerisce che le compagnie compiano tre passi per contrastare il problema: la creazione di policy, la formazione regolare dei dipendenti con aggiornamenti sui cambiamenti delle policy, un efficiente sistema di filtraggio.

Autore: ITespresso
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