Sicurezza 7/7: Il phishing in Italia colpisce social network, blog e banche

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Il phishing in Italia visto da Kaspersky
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Rispetto all’anno precedente, il phishing ha messo a segno una crescita dell’8,5%. L’analisi di Kaspersky Lab focalizzata sullo scenario italiano. Ecco chi sono gli obiettivi del phshing in Italia

Dall’indagine Financial Cyber Threats in 2013 di Kaspersky Lab, emerge che il phishing è in crescita dell’8,5% rispetto al 2012. I criminali informatici appaiono sempre più determinati ad acquisire le informazioni riservate degli utenti e a trafugare denaro dai conti bancari, sfruttando falsi siti che appaiono simili, se non identici, a quelli delle organizzazioni finanziarie. Nel 2013 il 31.45% degli attacchi di phishing si è servito dei nomi delle più note banche, negozi online e sistemi di pagamento. Rispetto all’anno precedente, il phishing ha messo a segno una crescita dell’8,5%.
Nel 2013, in Italia, nella classifica dei principali obiettivi del phishing, spiccano i social network (34,67%), i principali portali Internet (15,78%), i blog (13,72) e gli istituti bancari (11,13%).

La popolarità degli attacchi di phishing è dovuta al fatto che sono semplici da implementare ed estremamente efficaci. Spesso non è facile per gli utenti di Internet, anche quelli più evoluti, distinguere un sito fraudolento ben progettato da una pagina legittima e questo, ovviamente, rende ancora più importante l’installazione di una soluzione di protezione efficace. Inoltre, il phishing provoca danni finanziari e alla reputazione delle organizzazioni che vedono i propri marchi sfruttati in questo tipo di attacchi“, ha commentato Sergey Lozhkin, Senior Security Researcher di Kaspersky Lab.

Il phishing in Italia visto da Kaspersky
Il phishing in Italia visto da Kaspersky

I truffatori preferiscono i brand di grandi aziende che dispongono di vasti database e che permettono di ottenere un numero elevato di profitti illeciti. Per esempio, circa il 60% di tutti gli attacchi di phishing che utilizzano pagine bancarie false, sfrutta i nomi di 25 organizzazioni. Tra i sistemi di e-payment, i prediletti dai phisher nell’88,3% degli attacchi di phishing, ha coinvolto uno tra i quattro principali marchi internazionali: PayPal, American Express, Master Card e Visa.
Per diversi anni Amazon.com figurava come la copertura principale per gli attacchi di phishing diretti ai negozi online. Nel corso del periodo di riferimento il suo nome è stato adottato nel 61% del pishing legato all’e-commerce. La Top 3 includeva anche Apple e eBay.

Il phishing è uno schema fraudolento usato dai cyber criminali per guadagnare dati riservati dell’utente, ottenuti tramite la creazione di false pagine web che imitano autentiche risorse Internet.Gli attacchi di phishing minacciano tutti i dispositivi che possono collegarsi a internet.

I phisher, non si limitano a riprodurre i siti web delle istituzioni finanziarie ma spesso utilizzano i social network per divulgare i loro attacchi. Nel 2013, infatti, il numero di attacchi che hanno utilizzato pagine fasulle di Facebook e altri siti di social networking è aumentato del 6,8% e ha rappresentato il 35,4% del totale.

Il phishing visto da Kaspersky
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Autore: ITespresso
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