Il Piemonte scommette sulla Patente europea del Pc

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Nella regione sarà più semplice conseguire la Patente europea del computer e le nuove certificazioni informatiche europee E-citizen e Eucip

E’quanto prevede il protocollo d’intesa siglato questa mattina tra Regione Piemonte e AICA (Associazione italiana per l’informatica e il Calcolo

automatico), presso l’assessorato all’Istruzione in via Magenta a Torino. Secondo quanto stabilisce l’accordo, siglato dall’assessore all’Istruzione Giovanna Penteneroe il direttore generale AICA, Giulio Occhini,ai 210 Centri di Formazione dellaRegione “Test Center” AICA attualmente autorizzati al rilascio dellecertificazioni, potranno unirsi anche tutte le scuole del territorio e i centri di formazione professionale.

Le Agenzie di Formazione e le scuole chedispongano dei necessari requisiti previsti dalle procedure di accreditamento AICA, su base volontaria, potranno

infatti da oggi, candidarsi a seded’esame per la “patente europea del computer” a costi convenzionati e regolati.Al 2007, gli iscritti al programma per la patente europea inPiemonte sono stati 76.519, di cui 62.011 hanno ottenuto la patente europea. Ne l 2007 le certificazioni rilasciate sono

state 3261.

La collaborazione tra Regione Piemonte ed AICA, già avviata con un precedente protocollo, si rinnova quest’anno con l’attuale accordo della durata di due anni e si inserisce neiprogrammi di promozione di interventi formativi attuati dalla Regione Piemonte,per la diffusione delle conoscenze

informatiche e per favorire il riconoscimentodegli attestati sia in termini di crediti formativi, sia allo scopo di agevolarel’incontro tra domanda e

offerta di lavoro. “L’estensione dell’intesaformalizzata oggi,-ha dichiaratoGiulio Occhini-che prevede l’avvio di iniziative anche conle nuove certificazione per i

cittadini – E-citizen, e per i professionisti -Eucip, conferma l’impegno della Regione Piemonte nel volere offrire a tutte lefasce di popolazione la possibilità di aggiornarsi in questo settore crucialeper l’innovazione e di contrastare così anche il fenomeno del ‘digitaldivide‘”.

Autore: ITespresso
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