Il popolo di Internet scende in sciopero

NetworkProvider e servizi Internet

Critiche da più parti nei confronti del blocco dei siti istituzionali avvenuto ieri, mentre viene ritenuta più corretta l’astensione dell’uso
di Internet per un giorno.

Molte associazioni, come gli stessi oppositori del decreto Urbani da poco approvato, hanno criticato gli “atti di pirateria” che ieri hanno bloccato alcuni importanti siti istituzionali. Un modo di opporsi sbagliato, ha sottolineato lo stesso Fiorello Cortiana del partito dei Verdi, tra i più accesi oppositori del decreto, perché questi atti di persone che si nascondono dietro l’anonimato non fanno aumentare il consenso e trasformano la “lotta” in un problema di ordine pubblico. Cortiana ricorda inoltre che lo stesso Ministero dei beni culturali si è impegnato a modificare le parti del decreto ritenute sbagliate. Cioè le sanzioni penali ed economiche per chi scarica dalla Rete musica anche per uso personale e la tassa sui masterizzatori e relativi software. Per l’esponente dei Verdi, una forte pressione degli utenti Internet è un’arma molto valida, ma deve essere fatta secondo le regole e non come atto di pirateria. Nel frattempo, per il prossimo 31 maggio, è previsto un ulteriore sciopero, con l’intento di intasare tutti i siti collegati al Ministero di Urbani. E’, secondo i promotori, come bloccare una strada durante una manifestazione. Essendo un evento programmato, sostengono gli organizzatori, i Comitati BoBi, permette ai gestori del sito di adottare i provvedimenti necessari. Lo sciopero (Net Strike) è previsto nel pomeriggio di lunedì prossimo dalle 15 alle 15.45.

Manifestazione contro il decreto Urbani Decreto Urbani: sbagliato per maggioranza e opposizione. BSA: si rimedi subito Decreto Urbani: è rottura Conversione In Legge del Decreto Urbani, BSA chiede al Senato di avviare un serio dibattito Decreto Urbani: l’intervento del Governo

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore