Il Privacy Shield fa da scudo legale all’economia digitale

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I patti Privacy Shield e GDPR sollevano dubbi
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Confindustria Digitale spiega l’accordo USA-UE sulla tutela della privacy online, dopo il tramonto del Safe Harbour. Focus su Privacy Shield

Il Privacy Shield, l’accordo USA-UE per la tutele della riservatezza degli utenti online dell’Unione europea (UE), dà certezza legale all’economia digitale. Economia digitale che, secondo Accenture, vale un quinto del PIL.

Lo scudo per la riservatezza vale 250 miliardi di dollari di servizi digitali. “L’approvazione del Privacy Shield da parte della Commissione europea è un fatto molto positivo, che risponde alle esigenze di chiarezza e certezza normativa che le aziende hanno chiesto all’indomani della sentenza della Corte di giustizia che ha invalidato il Safe Harbor” precisa Confindustria Digitale a proposito del recente accordo Usa-Ue sul trasferimento transatlantico di dati personali.

Il Privacy Shield fa da scudo legale all'economia digitale
Il Privacy Shield fa da scudo legale all’economia digitale

L’accordo si caratterizza in modo innovativo – spiega Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale – Il Privacy Shield, infatti, è un documento dinamico, nel senso che essendo sottoposto a revisione annuale, permetterà alle istituzioni coinvolte di monitorare ciò che accade a livello normativo e di mercato e tenere il pacchetto di misure perennemente allineato con le esigenze reali. E’ questo un modo giusto affinchè le nuove misure non diventino un ostacolo al processo di digitalizzazione. L’obiettivo sarà ora applicare le nuove regole in modo da mantenere la possibilità per i consumatori e le imprese europee di usufruire dei migliori servizi digitali disponibili a livello mondiale, avendo garantite le tutele che l’appartenenza all’Unione Europea prevede”.

La Commissione europea (EC) ha adottato la nuova normativa, frutto del nuovo accordo fra Stati Uniti e Unione europea. Il nuovo accordo fra Bruxelles e Washington sul trasferimento dati, sostituisce il precedente patto, ormai defunto, dopo il tramonto del Safe Harbour, prima travolto dal caso di sorveglianza di massa NSA e, poi, bocciato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il Safe Harbour era durato 15 anni.

Andrus Ansip, vice presidente del Digital Single Market della Commissione europea, ha spiegato che l’approvazione porterà chiarezza per il business in Rete che trasferisce dati fra gli utenti europei e i server USA (e viceversa).

Autore: ITespresso
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