Il private cloud storage è ufficialmente una tendenza

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Negli ultimi mesi, molte importanti aziende IT hanno messo in commercio le proprie piattaforme di sviluppo per lo storage e il cloud computing privati, mentre un insieme di interessanti startup sta cercando di ricavarsi uno spazio nel mercato

Le tendenze possono affermarsi in archi di tempo molto diversi. Possono trovare una concretizzazione in periodi lunghissimi, oppure con estrema velocità allo stesso modo con cui una canzone scala la classifica di iTunes (“come una pallottola”, come l’industria musicale è solita dire).

Per esempio, negli ultimi mesi, diverse aziende IT hanno reso disponibili piattaforme di sviluppo di “private cloud” computing, facendo quasi sembrare che fossero tutte pronte sulla linea di partenza di un’ipotetica gara e aspettassero solo che lo starter desse il via.

Il private cloud computing differisce dalla principale e pubblica versione di cloud computing perché all’interno di un firewall propone un sistema IT “cloudlike” con dimensioni ridotte il quale offre a una rete interna chiusa servizi simili a quelli forniti dal tradizionale cloud. Questa rete chiusa può comprendere alcuni uffici di un’azienda o certe divisioni, ma anche altre società che sono partner commerciali, fornitori di materie prime e rivenditori, che sono parte della catena di produzione o che sono in qualche modo strettamente collegate con un’azienda madre.

Proprio questa settimana, CA e Symantec hanno messo in commercio piattaforme “fai-da-te” per la realizzazione di ambienti cloud. EMC ha presentato il suo package Atmos il 10 novembre, mentre il 15 settembre 3tera e Citrix System s hanno annunciato una partnership per “consentire ad aziende IT midmarket e low-end di costruire una piattaforma cloud di livello enterprise ma ospitata esternamente” e di connettersi con altri cloud, se lo desiderano.

Lo scorso mese di giugno, il provider di co-location IT Terremark Worldwide ha debuttato con la propria piattaforma cloud “aziendale” che offre come opzione ai propri clienti.

Anche se in realtà non fornisce il software per la costruzione del cloud, Dell ha stretto una partnership con Rackspace Hosting per fornire server e array a molte di queste nuove infrastrutture. Ma potete scommettere che Dell offrirà presto un proprio software di cloud da usare con tutto l’hardware che vorrà vendere.

Hewlett-Packard ha invece agito in modo di diventare l’“one-stop-shop” per la costruzione di data center in generale. La società ha indirizzato molta della sua produzione di server e storage array alle emergenti imprese Web 2.0 che forniscono servizi in hosting. Hp non ha ancora commercializzato un pacchetto per la costruzione di un cloud privato che proponga un bundle di software, hardware e servizi.

Tra gli altri grandi dell’IT , IBM,Oracle,Sun Microsystems e Microsoft hanno tutti prodotti inerenti il cloud, ma non vere e proprie piattaforme di sviluppo. Tuttavia, si getteranno anche loro al più presto nella mischia.

IBM, per esempio, attualmente offre servizi online di storage attraverso la sua divisione Arsenal, ma non ha ancora annunciato una propria piattaforma di building cloud. Sia IBM sia Sun (ma anche Dell) vi possono vendere server e array per un cloud privato, ma non hanno ancora una specifica piattaforma da proporre.

Oracle e Microsoft hanno invece detto che stanno lavorare su un proprio toolkit.

Ovviamente, vi sono anche alcune interessanti nuove imprese che stanno già lavorando nella medesima direzione. Tra queste citiamo Nirvanix, l’open source Cleversafe, ParaScale e Bycast che operano in modo specifico in questo settore e attualmente rappresentano la parte più avanzata della tendenza in atto.

Attiva dal 2007, grazie ai suoi Nirvanix SDN (Storage Delivery Network) Nirvanix sostiene di essere il primo fornitore in grado di offrire un sistema NAS (Network-attached Storage) all’interno di una struttura di cloud computing.

Il cluster globale SDN di nodi di storage è alimentato dall’Internet Media File System sviluppati dalla stessa Nirvanix. In modo intelligente, SDN memorizza, invia e processa richieste di storage nell’ubicazione di rete che consente il migliore recupero.

Oltre a un regolare servizio di hosting, la società fornisce anche un’opzione fai-da-te.

Il software Dispersed Storage di Cleversafe suddivide i file in piccole porzioni e le invia tramite Internet a più location di storage su una rete. Tali porzioni non possono essere lette dagli hacker o da chiunque non sia in possesso di autorizzazioni specifiche. Il file originale può essere facilmente riassemblato. E questo anche se non tutte le porzioni sono disponibili a causa di guasti o di catastrofi naturali.

Pur essendo ancora in fase di beta testing, ParaScale ha impressionato i primi clienti. Il suo software di cloud storage riunisce in cluster centinaia di server affinché agiscano come un unico gigante repository di file con un’enorme capacità e un throughput parallelo per svariate applicazioni. Le implementazioni possono iniziare da alcuni terabyte e scalare fino a centinaia di terabyte con l’aggiunta di commodity hardware.

Il 17 novembre, Bycast, che fornisce a IBM il software per la virtualizzazione dello storage in archivi digitali di grandi dimensioni, ha annunciato la disponibilità della propria piattaforma di archiviazione general-purpose StorageGrid 8. Questa consente la creazione su vasta scala di archivi che virtualizzano la memorizzazione delle informazioni e che permettono di accedere a un’ampia varietà di dispositivi di archiviazione, che vanno dai dischi a elevate prestazioni ai media di archiviazione, distribuiti su molteplici siti.

Autore: ITespresso
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