Il progetto Nuvola Rosa si estende all’Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe

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Il progetto Nuvola Rosa si estende all'Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe (in foto: Roberta Cocco - seconda da sinistra -, ideatrice di Nuvola Rosa)
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L’evento, organizzato a Venezia da Microsoft, porta la Nuvola Rosa in Europa. L’iniziativa ha coinvolto 10.000 ragazze in 28 paesi, per vvicinare le ragazze ai percorsi tecnico scientifici e permettere loro di sviluppare competenze e passione per la tecnologia nella quotidianità

Il progetto Nuvola Rosa si estende all’Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe. L’evento, organizzato a Venezia da Microsoft in collaborazione con Università Ca’ Foscari, Venis, Asus e Cariplo Factory, a livello europeo ha coinvolto 10.000 ragazze in 28 paesi.

Il progetto Nuvola Rosa si estende all'Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe (in foto: Roberta Cocco - seconda da sinistra -, ideatrice di Nuvola Rosa)
Il progetto Nuvola Rosa si estende all’Europa con #MakeWhatsNext Girlz in Tech Europe (in foto: Roberta Cocco – seconda da sinistra -, ideatrice di Nuvola Rosa)

In partnership con JA Europe, le agenzie delle Nazioni Unite UNRIC, ITU e UN WOMEN, l’iniziativa si è snodata attraverso appuntamenti: condivisione di esperienze, corsi di formazione, dibattiti di confronto, momenti di intrattenimento. Delegazioni di giovani donne che hanno preso parte alle edizioni di Nuvola Rosa si sono incontrate con ragazze europee per raccontare le loro esperienze, condividere i risultati raggiunti e proseguire sulla via della formazione e della spinta motivazionale in un contesto pan-europeo con Istituzioni Europee, Esperti, Imprenditori, Formatori.

Il successo internazionale dell’iniziativa mi rende molto orgogliosa: le oltre 300 protagoniste di oggi sono giovani donne determinate, appassionate, che vogliono fare strada, cambiare il mondo, realizzare ciò che ancora deve accadere, guardando al futuro con entusiasmo” – ha dichiarato Roberta Cocco, Direttore Piani di Sviluppo nazionale di Microsoft Western Europe – “È questo il potere della tecnologia: avvicinare le ragazze ai percorsi tecnico scientifici significa consentire loro di sviluppare competenze e passione per la tecnologia nella quotidianità. Che aspirino a intraprendere una carriera in ambito STEM o meno, le tecnologie digitali sono in grado di ampliare il ventaglio di possibilità per i loro diversi percorsi professionali”.

#MakeWhatsNext in Europa ha coinvolto 28 Paesi con oltre 50 eventi, che hanno formato e ispirato oltre 8000 giovani donne, che vanno ad aggiungersi alle 2.000 raggiunte dal recente tour italiano che ha puntato sul Sud Italia, partendo da Bari, Napoli e Cagliari. A queste cifre si sommano le 3mila ragazze coinvolte nell’arco delle prime tre edizioni.

L’evento di apertura, moderato da Kate Bellingham, conduttrice della BBC, ingegnere e STEM Champion, si è focalizzato sull’importanza della diffusione delle competenze digitali per entrare nel mondo del lavoro e della valorizzazione della diversity per colmare il gender gap in ambito STEM, sia in termini di formazione che di carriera.

Nei soli paesi OCSE, meno di uno su cinque laureati in discipline scientifiche è donna (fonte: OECD Gender Equality report). La popolazione globale non possiede le competenze oggi più utili per cogliere delle opportunità professionali. In Europa, entro il 2020, ci potrebbero essere fino a 825mila posti di lavoro vacanti per i professionisti dell’ICT. Il tema riguarda molto da vicino il contesto italiano, in cui disoccupazione e inattività, ma anche il divario di genere sono fenomeni che riguardano oggi più che mai le donne e i giovani – in Italia risulta occupato il 70,6% degli uomini e solo il 50,6% delle donne -, soprattutto nel Mezzogiorno – con una disoccupazione giovanile al 54,1% contro la media nazionale 40,3% ed una percentuale ancora più alta fra le ragazze (58,1%): è forte il divario territoriale tra Centro-Nord e Sud Italia.

La diversity rappresenta un elemento vitale per migliorare la competitività di un Paese sul lungo periodo, assicurando maggiori livelli non solo di confronto, ma anche di creatività, innovazione e produttività.

Secondo i dati della Comunità Europea se si inserissero più donne nelle aziende di Information Technology (IT), il PIL balzerebbe di 9 miliardi di euro.

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Autore: ITespresso
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