Il Protocollo Merrill

Aziende

Ancora difficoltà per linvestment banking Usa, messo a dura prova dalla recessione e dal flop della New Economy legata a Internet

Il nome suona bene e fa tanto legal thriller, come linquietante Rapporto Pelikan di qualche anno fa. Ma Hollywood purtroppo non centra, anche se non da escludere che – prima o poi – qualche regista si faccia conquistare dallidea di trarre un buon film dalla brutta storia in cui ancora si dibatte Merrill Lynch, la pi potente e importante investment bank della East Coast americana e anche di tutto il Paese. Il Protocollo Merrill laccordo-tipo raggiunto dalla banca daffari newyorkese con Eliot Spitzer, il rampante procuratore generale dello Stato di New York con malnascoste ambizioni politiche. Lintesa – siglata sulla base di una multa di 100 milioni di dollari (poco meno di niente per listituto finanziario, che ogni anno spende pi di tre volte tanto solamente per la cancelleria e per la corrispondenza) – quindi ormai una specie di format per le altre investment bank di Wall Street che vogliono transare con Spitzer sulla base di quanto ha recentemente fatto la societ di brokeraggio guidata da David Komansky, tuttora presidente e amministratore delegato. Nonostante le voci che – almeno fino a poco tempo fa – lo davano pronto a cedere in anticipo il timone a Stanley ONeill, attuale direttore generale (il mandato del numero uno dellazienda scadr nel 2004), stato proprio Komansky a tamponare lenorme falla che rischiava di prodursi se la Merrill non avesse raggiunto laccordo con Spitzer. E stato infatti calcolato che i risarcimenti a cui la banca daffari avrebbe dovuto fare fronte in caso di vertenze legali con i suoi investitori, avrebbero potuto raggiungere i 5 miliardi di dollari. Una cifra enorme, determinata proprio dal gran numero di indicazioni date nel passato per fare acquistare ai propri clienti titoli di aziende in difficolt, che rischiavano di essere travolte dalla grave congiuntura economica innescatasi per il sommarsi degli effetti della recessione e del flop della cosiddetta New Economy legata a Internet, che purtroppo esisteva solamente sulla carta. Lautorevolezza e il prestigio personale di Komansky sono stati – almeno per il momento – sufficienti ad arginare sia le inchieste di Spitzer sia la perdita di fiducia da parte dellinvestitore-tipo, profondamente scosso dalla lunga serie di scandali economici, incominciata con il caso Enron e poi proseguita con la New Economy dellIct. Dietro la linea Maginot del Protocollo Merrill, si sono gi attestate diverse altre banche daffari statunitensi (sono circa una diecina gli istituti tuttora nel mirino della giustizia americana), tra cui Csfb e Salomon Smith Barney sono i nomi pi in vista. Al di l dellatto di umilt nel patteggiare la multa con la procura dello Stato di New York, c per un punto che non ancora chiaro nella nuova Merrill Lynch e nelle altre banche daffari che si stanno muovendo nella sua scia. Limpegno per una maggiore trasparenza e per la separazione delle attivit istituzionali di analisi economica da quelle di investment banking stato preso in maniera formale e ufficiale, ma non viene ritenuto tale da garantire che non si ripetano pi – nel prossimo futuro – fatti analoghi a quelli che si sono verificati. Per il momento, anche il mercato sembra rispecchiare questo scetticismo di fondo nei confronti di Merrill Lynch. Nello scorso trimestre, listituto di Komansky ha infatti registrato una consistente flessione sia del giro daffari (-37% sul pari periodo del 2001) sia degli utili (-26% rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno), che hanno fatto perdere al titolo il 20% del proprio valore tra aprile e maggio. Tutto ci in un comparto che gi soffre per suo conto, come testimoniano la caduta del 45% (sempre nel primo quarter di questanno) del volume delle acquisizioni/fusioni e quella del 30% delle transazioni. A otto mesi di distanza dagli attentati di New York e del Pentagono, leffetto 11 settembre si fa purtroppo sentire ancora. Come tutti gli altri settori delleconomia Usa, anche linvestment banking punta tutto sullultimo quarter dellanno, che potrebbe fare registrare la tanto attesa inversione di tendenza. Lo storico accordo di ieri tra Nato e Russia a Pratica di Mare e la creazione del Consiglio dei Venti stimoleranno probabilmente quella ripresa economica che tutti aspettano dallinizio dellanno, specialmente se la Russia entrer poi anche nella Ue e nella Wto. Ma limpressione che ormai si aspetti il 2003 (su cui per c gi lipoteca della definitiva chiusura dei conti che lAmministrazione Bush vuole fare con lIraq di Saddam Hussein e con le brigate terroristiche di Osama Bin Laden), sempre che Spitzer e gli investitori non cerchino altre rivincite nelle aule dei tribunali.

Autore: ITespresso
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