Il Pulitzer premia anche un sito online

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A vincere l’ambitissimo premio è stato il sito polifact.com, del St. Petersburg Times

Il Pulitzer ha da poco aperto per la prima volta al giornalismo su Internet , finora di serie B rispetto alla vecchia carta. A vincere l’ambitissimo premio è stato il sito Polifact.com , del St. Petersburg Times, il più rapido a verificare le dichiarazioni elettorali dei candidati alla presidenza Usa.

Certo, nell’elezione di Barack Obama, il Web 2.0 come Twitter, Facebook e YouTube, il giornalismo sul Web dell’Huffington Post, i blog e l’online hanno giocato una carta vincente, e il premio, anche al Web, ne è una testimonianza.

Dieci anni dopo la promessa, anche il Web finalmente vince il prestigioso premio.

Anche una delle pubblicazioni solo online, che cioè non vengono stampate su carta, ha potuto vincere il Pulitzer. Il comitato del Pulitzer ha infatti aperto le porte a “giornali stampati e organi di informazione che pubblicano solo sul web“.

L’annuncio arriva mentre i giornali Usa sono in grande affanno : il New York Times è stato costretto a ipotecare il grattacielo di Renzo Piano, da poco inaugurato; l’editore di Chicago Tribune e Los Angeles Times hanno accumulato 10 miliardi di dollari di debiti; l’editore di Usa Today ha dovuto licenziare; il l magnate dei media Rupert Murdoch ha fatto scalpore per aver predetto la fine del tutto-gratis, per tornare alle news a pagamento; Associated Press (Ap) ha mosso guerra contro gli aggregatori di news; il New York Times minaccia di chiudere i battenti al Boston Globe;

Hearst ha decimato e poi dato l’ addio all’edizione cartacea del Seattle Post-Intelligencer , un giornale con 146 anni di storia alle spalle. Il quotidiano migra online; anche il San Francisco Chronicle potrebbe essere venduto o chiuso; EW Scripps ha chiuso il Rocky Mountain News di Denver, alla vigilia del 150esimo compleanno.

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